ISRAELE E IRAN, L’INIZIO DI UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA. GRAZIE TRUMP

DI ALBERTO TAROZZI

Scambio di colpi in prima persona tra i protagonisti reali e non per procura, della nuova guerra in Siria.

Nota finora la versione di Tel Aviv, non ancora disponibile al momento in cui scriviamo, quella di Tehran.

Secondo tale versione, razzi iraniani prendono di mira le postazioni israeliane sul Golan facendo cilecca.

Gli israeliani con 70 missili rispondono facendo fuori quasi tutte le installazioni iraniane in Siria e dicono ai nemici di non provarci più, parola di Lieberman, ministro della difesa.

Tutto o chiaro o quasi; se magari consideriamo che siamo in guerra e che la prima vittima di una guerra è la verità, viene invece da rifletterci un po’ sopra.

Problemi per tutti: anche per Israele che di qualche punto di appoggio o di benevola astensione (per dirla all’italiana) sente il bisogno, se no che ci andava a fare Netanyahu a Mosca a festeggiare Putin come un Vucic qualsiasi.

Problemi per l’Europa tutta, che di impelagarsi in guerre e liti con uno dei suoi massimi fornitori di petrolio, che avendo il portafoglio pieno sarebbe anche un buon acquirente dei nostri prodotti, non ne ha molta voglia (ma che ci stanno a fare allora armi francobritanniche di fianco a quelle Usa in Medio Oriente?).

Problemi per gli ayatollah che vedono elevarsi pericolosamente il tasso di inflazione che in certi casi è peggio di una bomba nel deserto.

Problemi anche per l’industria Usa che troverà presto qualche difficoltà a piazzare sul mercato ualche Boeing (civile) con detinazione Tehran.

Insomma, a dispetto di quelle anime pie che pensavano che il cattivo Trump era troppo amico del cattivo Putin per scatenare un pandemonio, il nostro Donald non bada a spese e va giù a testa bassa. Pure i falchi del militarismo Usa (Bolton e Pompeo) paiono perplessi. Caro Donald, chi te li da certi consigli?

Tutti cercano di capire la strategia di Trump. come se si trattasse di un abile giocatore di scacchi. Senza tenere conto che sono proprio gli incapaci, quando giocano a scacchi, a sconcertare amici ed avversari, prima che tutti giungano alla conclusione che sono appunto degli incapaci e non dei diabolici artisti dell’imprevedibile. Ma allora è troppo tardi e tutti ci hanno rimesso qualcosa, chi più chi meno, in questo caso il “chi più” tocca ai siriani, come se non ne avessero avuta abbastanza.

Anche Erdogan si fa da parte, anche la Cina, in attesa di un rapido aumento della domanda dei suoi prodotti.

Nel frattempo si alza il prezzo del Brent al barile; si riducono gli acquisti iraniani in Europa; si teme per sanzioni degli Usa verso alleati indisciplinati per ragioni di sopravvivenza.

In sintesi, pensando un po’ agli affari nostri, Italia molto più fregata della media.

E’ solo un prologo. Di un dramma? Di una tragedia? Certo questa volta pare escluso si tratti di una farsa.