MILANO-NOVARA, IL TRENO SI FERMA, I PASSEGGERI SCENDONO.POTREBBE SCATTARE MAXI- MULTA

DI ANNA LISA MINUTILLO

Ancora una volta, sotto accusa, il treno mezzo di trasporto molto usato soprattutto dai pendolari che si devono recare a lavoro in altre città e viaggiando su rotaia in modo da evitare il traffico, di inquinare e sperando di giungere a destinazione in orario.
Tutto nobile, tutto apprezzabile, ma quando anche il treno ti “tradisce” allora diventa insopportabile
Ed è proprio così che è andata per oltre un migliaio di pendolari che si trovavano sul treno della linea S6 Novara-Treviglio, quando un guasto ne ha provocato l’arresto.
Una corsa che poco prima delle 9 di ieri mattina si arresta, un treno stracolmo di viaggiatori, aria condizionata che funziona un po’ si ed un po’ no, finestrini bloccati, caldo che diventa insopportabile al punto da provocare malori in due donne .
Vi era forse una massiccia presenza di passeggeri perché la corsa precedente era stata cancellata, anche se solitamente la situazione non si discosta molto da quella descritta, molte persone che si accalcano e non si vede l’ora di giungere a destinazione per liberarsi da quella “trappola”.
I passeggeri sono riusciti a convincere sia il capotreno che il macchinista affinchè alcuni finestrini ed anche alcune porte delle vetture venissero aperti, la “contropartita” richiesta era quella di non scendere però dal treno.
E’ vero che le regole sono state inventate per essere infrante, ma è anche vero che dopo due ore trascorse tra “boccheggiamenti” e “ aria viziata” , avendo la libertà a portata di mano, ( o di gambe) alcuni passeggeri queste regole appunto hanno deciso di infrangerle, scendendo dal treno ed incamminandosi in direzione Rho seguendo il sentiero che costeggia i binari e viene solitamente usato dal personale della manutenzione.
Una quindicina di persone che sono state raggiunte dagli agenti della Polfer,  identificati e scortati fino alla stazione.
Tutto questo porterà all’apertura di un’indagine, anche se non è stata emessa nessuna multa, la sanzione prevista dalla legge ammonta a 516 euro.
Una “libertà” che verrebbe a costare un po’ cara a questi “insolenti” passeggeri, ma anche una libertà che forse voleva essere soltanto un modo per prendere fiato, per non arrivare in ritardo sul posto di lavoro, per sedare la rabbia che sopraggiunge inevitabilmente in situazioni come questa.
Interrotta la circolazione sulla linea per questioni di sicurezza, e macchina delle emergenze messa in azione con l’intervento
di pattuglie dei carabinieri, della polizia locale e la protezione civile.
Si deve attendere fino alle ore 10.40 prima che il treno riparta, ma trainato da un altro convoglio, il guasto non è stato risolto.
Le due donne che hanno avuto malori sono state soccorse da un’ambulanza, e chi doveva prendere un altro treno per poter arrivare a Milano si è spostato per giungere a destinazione.
Presente in questa disavventura c’era Lina Giordano, sindacalista della Cisl Scuola che ha riferito : “
Ero sull’ultima carrozza, particolarmente piena perché c’erano anche tre biciclette e mi sentivo mancare dal caldo. Ho chiamato il 112. Alcuni minacciavano di rompere i finestrini, allora il macchinista ci ha aperto le porte»
Un altro passeggero invece fa notare:
«Dovevo essere al lavoro alle 11, sono le 12.30 e sono qui a piedi. Il mese scorso per i ritardi dovuti ai treni ho perso 200 euro».
Non manca la difesa dell’azienda :
«Trenord ha messo immediatamente in atto tutte le operazioni necessarie per il recupero del convoglio e per l’assistenza ai passeggeri. L’aria condizionata era funzionante». E accolla la colpa dei ritardi nei soccorsi ai passeggeri scesi sui binari. Il Comitato della linea S6 condanna il gesto dei compagni di viaggio ma reputa «inaccettabile» il comportamento di Trenord: «Siamo alla follia».
Insomma, una nuova odissea per i pendolari di Trenord, che ogni giorno usano i treni per recarsi in ufficio, a scuola, nelle aziende. L’ennesimo disagio ha riacceso la rabbia degli utenti che gridano: “mai sfiorati questi livelli di disservizi”.
Come quasi sempre si assiste al “gioco” dello scarica-barile, nessuno che si assume responsabilità, costi dei biglietti che aumentano  mentre   le prestazioni diminuiscono, ma fuori c’è il mondo, l’università, il posto di lavoro da raggiungere, gli appuntamenti a cui non si deve mancare, la coincidenza da prendere, ma di questo pare non importare nulla a nessuno.
Non sarebbe più costruttivo mettere la stessa cura per i passeggeri, e la stessa attenzione quando questi sia pure per motivi di sicurezza vengono trattenuti in una situazione di profondo disagio?
Si ha come il sentore che a questa ed a tante altre domande non giungerà alcuna risposta, ed allora non resta che cercare di essere puntali ed attendere un treno che a volte con ritardo, a volte con fermate non programmate in qualche modo ci accompagnerà a destinazione…