RENZI COME SOROS, DUE LIBERISTI CHE NON HANNO PENSATO AL BENE COMUNE

DI FRANCESCO ERSPAMER

Uno degli aspetti più disgustosi del mondo finanziario di oggi, globalizzato e completamente deregolamentato, è che ci sia chi guadagna miliardi scommettendo sul crollo di un’economia, di una moneta, di un paese. In altre parole, si fanno speculazioni in negativo, anticipando e provocando una crisi e lucrando su di essa. Come Soros nel 1992, quando i suoi interventi fecero perdere alla lira il 30% del suo valore e convinsero molti italiani che fosse opportuno cominciare a pensare a una moneta europea.
Nel suo piccolo, Renzi è uguale. Ha imposto al suo partito personale (alcuni continuano a chiamarlo Pd) di negarsi a qualsiasi negoziazione con il M5S in modo da trarre vantaggio dalle difficoltà che il nuovo governo incontrasse nel tentativo di rimediare alla terra bruciata da lui fatta in cinque anni. Questa “la scommessa vinta di Renzi”, come intitola con malcelata ammirazione La Stampa: puntare e sperare nella rovina dell’Italia.
Soros e Renzi. Due liberisti, del tutto incapaci di pensare in termini di bene comune o di interessi collettivi. L’unica differenza, per fortuna importante, è che Soros è uno squalo ma abile. Renzi è  un pallone gonfiato che ha distrutto ogni cosa che ha toccato. La scommessa di Renzi è che senza di lui al potere l’Italia precipiterà ulteriormente. La mia scommessa è che a precipitare sarà solo il Pd.