ACQUISTO D’ARMI: OBBLIGATORIA LA TRACCIABILITÀ E DIVIETO DI MODIFICARLE

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del premier Paolo Gentiloni e del ministro dell’Interno Marco Minniti, in attuazione della legge di delegazione europea 2016-2017, ha approvato un decreto che prevede la tracciabilità sull’acquisto di un arma ed il divieto di modificarle.
Il sistema di tracciabilità previsto dal decreto, consente di conoscere in modo certo la data di fabbricazione e distruzione di ogni arma da fuoco ed emana specifiche regole tecniche per la loro disattivazione. Il provvedimento prevede, tra l’altro, l’obbligo di notifica ai familiari della presenza di un’arma in casa. Quest’ultimo obbligo si ottempera mediante un’autocertificazione che attesti di aver avvisato i familiari conviventi maggiorenni, compreso il convivente more uxorio, dell’avvenuto rilascio dei documenti necessari per l’acquisizione della disponibilità dell’arma. Se dovesse essere prodotta una attestazione falsa si va incontro alle sanzioni penali previste dalla normativa vigente.
L’autorità di pubblica sicurezza può sempre valutare se è necessario adottare un provvedimento di revoca del titolo acquisito.
Riduce da sei a cinque anni la durata delle licenze di tiro a volo e di caccia, unitamente all’obbligo di presentare una certificazione medica ogni cinque anni per chiunque detenga armi comuni da sparo, fatta eccezione per i collezionisti di armi antiche o per chi è in possesso di licenza d’armi.
Grazie all’istituzione di una piattaforma informatica è garantito lo scambio in tempo reale di informazioni tra i Paesi membri.
Sono previste generalmente forme di controllo e di monitoraggio più stringenti e categoriche rispetto al passato, relativamente sia ai titoli di acquisizione sia ai titoli di detenzione delle armi; viene armonizzata la durata delle autorizzazioni in materia di armi e modificate le categorie delle armi da fuoco.
Il decreto parla esplicitamente di “arma camuffata”, ossia un’arma fabbricata o trasformata in modo da assumere le caratteristiche esteriori di un altro oggetto, chiarendo che tali strumenti sono assolutamente vietati.

Il decreto non incide sulle norme relative alla detenzione di armi appartenenti a forze armate e polizia o enti governativi.
L’obiettivo è quello di tenere sotto controllo la fabbricazione e il traffico illeciti di armi ed anche prevenire omicidi tra la popolazione, troppo spesso sottovalutati.
La speranza è che questo decreto possa sortire effetti positivi anche scoraggiando all’acquisto, chi tra le mani non dovrebbe avere nemmeno una pistola giocattolo.