GIOISCONO IN CERTA SINISTRA DELLA DESTRA LEPENISTA CHE VA AL GOVERNO

DI VALERIA CALICCHIO

Quando Berlusconi vinse le sue prime elezioni avevo 12 anni e piansi. In macchina con mio padre, dopo una riunione alla quale avevo voluto per forza accompagnarlo (pur essendo ancora una bambina) mi misi a ripetere incessantemente: “E ora come facciamo? Come fa l’Italia?” piangendo. Probabilmente per la famiglia in cui sono cresciuta, per la politicizzazione eccessiva, per la sacralità che mi avevano insegnato circa la politica, lo Stato e la “collettività”, ebbi reazioni e provai sentimenti assolutamente fuori misura per una persona di soli 12 anni. Drammatizzavamo molto al tempo, forse troppo. Ma per me, per noi era ancora così ventiquattro anni fa. Ho assistito con disgusto e imbarazzo negli ultimi giorni, ai commenti fiume mainstream e social di politici e figurine varie che non sanno andare oltre la battuta e lo scherzo circa la nascita del Governo più a destra della storia recente del Paese. A chi non riesce a nascondere la gioia e afferma in ogni contesto “io però ve lo avevo detto” gonfiando il petto. Sono persone della “mia” area politica e a quello si deve il mio imbarazzo. Banalizzazione e superficialità per una politica che non va oltre l’oggi, il tornaconto personale, orizzonti ristretti di un ristretto panorama culturale e ideale. Gioiscono a sinistra della destra lepenista come se un malato gioisse del cancro. Non piango più per gli anni e per pudore, quello che manca a molti e che sarebbe servito oggi.

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