UN POVERO MILAN PUO’ DIVENTARE RICCO?

DI MASSIMO NAVA

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Un povero #Milan può diventare ricco?
Cominciamo, anzi ricominciamo, da Sacchi, cioé dai ricordi di un Milan che fu e dal suo verbo rimasto negli annali: per vincere, ci vogliono astuzia, talento e…culo. Purtroppo al Milan di oggi mancano le tre condizioni fondamentali indicate dal profeta. Astuzia non se ne vede, soprattutto in area avversaria, talento poco o nulla, culo nemmeno parlarne. Mancano anche l’esperienza e la saggezza dei dirigenti. In pratica, l’unica risorsa sono gli inguaribili tifosi (eravamo migliaia a roma, una curva commuovente) e il povero Gattuso, che mi ricorda quei condannati costretti a portare in cima un macigno che scivola indietro quando si avvicina alla vetta. (Vetta si fa per dire, intesa come sesto posto e coppetta di consolazlone).
Che fare? Difficile rimediare alla catena infinita di errori nel tempo. Più difficile indicare rimedi, anche perché noi tifosi sembriamo tanti presidenti del consiglio pronti a spiégare mali e rimedi dell’Italia.
Però parlarne non é reato. Allora cominciamo il gioco, sommando ai miei quelli che arriveranno alle orecchie (ma almeno ci sentono?) di Fassone e Mirabelli (due che comprerebbero kiwi credendolo un centrocampista coreano).
La prima cosa è trovare uno sceicco un po’ pirla che metta 80 milioni su Donnarumma, che si é visto, non ne vale nemmeno la metà. Per ora é piû l’erede di Pizzaballa (prendila con le mani please) che di Buffon. Facciamo ricco Raiola, che cosi per un po’ ci lascia in pace e magari ci procura qualcuno buono, e investiamo il ricavato su un paio di veri talenti italiani : Belotti, Saponara, Verdi, Cristante…..e chi altro?
Portiamo a casa un Gagliardini qualsiasi che abbia fatto esperienze all’estero e compriamo a parametro zero un paio di vecchietti che facciano la balia alla banda di ragazzotti fragili e presuntuosi. Andrebbe bene anche Pirlo in panchina.
Vendiamo, finché si prende ancora qualche cosa in saldo, i bidoni presi l’anno scorso, Silva e Kalinic in testa, e teniamoci stretti i pochi talenti che abbiamo,
Bonaventura, Romagnoli e Bonucci, oltre al turco, che però non reggono una stagione.
Obiettivo, il quarto posto, che é poi un posto in coppa, quella vera, sperando di non uscire al primo turno contro una squadra finlandese o greca. Vorrà dire che almeno siamo piú forti del Cipro football club e che avremo davvero investito sul futuro, quando i nostri nipoti (e quelli di Sacchi) rivedranno il Milan di Van Basten e Baresi. (Quello che rivedono ogni tanto in cd, dopo “Come eravamo” e “Casablanca”)

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