RICOSTRUIAMO UNA SINISTRA DI CLASSE E RILANCIAMO LA QUESTIONE MORALE

DI CLAUDIA BALDINI

Questa è la mia risposta politica a chi mi critica perché sottovaluto(!) il pericolo del possibile governo Lega- 5stelle. Secondo alcuni il mio post precedente ‘Abbiamo visto di peggio’ sarebbe una rassegnazione. No.

Cari compagni,
non ho mai detto che io sono rassegnata a questa situazione.
Sono stanca però di sentire e leggere, che un governo peggiore non si era mai visto. Si è visto e rivisto, ci ha sparato addosso, ha usato i servizi per impedire che si costruisse un Paese diverso, pur di mantenere il potere si è accordato con la mafia.

La grande differenza rispetto agli obbrobri del passato, sta nel fatto che, grazie ad una classe dirigente di livello ( non vuol dire di laureati, ma di cultura, cultura popolare, consapevole delle condizioni esistenti, onestà e di CLASSE), si lottava in Parlamento perché i partiti a sinistra si univano contro DC e fascistoidi e servi loro, non ci stavano insieme nelle amministrative.
Per questa chiarezza e coerenza, pian piano intaccata dai miglioristi poi la Bolognina ecc.., il Paese si mobilitava in massa contro il capitalismo nelle fabbriche attraverso Cgil e nel Paese a sostegno della politica dei suoi parlamentari.

Vi ricordo che, i parlamentari del PCI in particolare, oltre a lasciare gran parte dello stipendio al partito, nel weekend, quando tornavano nei territori, erano a disposizione dei compagni elettori, nelle sezioni.

Perché non ricostruiamo questa sinistra di classe e adottiamo fino in fondo la Questione Morale? Che c’entra la laurea?
Coscienza di rappresentare e lottare per una società socialista: questo non esiste più nella testa dei dirigenti e quindi di chi li vota in base alla propaganda e non sui contenuti.
Pochi siamo sfuggiti al berlusconismo, al migliorismo, al piddismo.

Perché è difficilissimo, in questa società del consumismo, del mercato globale, dei media di potere, formarsi un pensiero alternativo, concretizzarlo, ad esempio, in un governo ombra di sinistra, che formuli proposte concrete, ogni volta perseguendo un modello gramsciano moderno, o socialista, perbacco!; per costruire sul campo una alternativa sociale ed economica di uguaglianza e giustizia sociale. Secondo quanto indicato nella Costituzione.

Nossignori, ogni volta seguiamo la chimera del personaggio o del guazzabuglio senza capo nè coda, che ci porti verso il Palazzo. Attenzione, dobbiamo andarci in Parlamento, ma con e per la nostra gente, non sui carri di coloro che hanno sfasciato la sinistra, che ci hanno detto che non ci sono classi, che siamo tutti sulla stessa barca.

Certo che stiamo sulla stessa barca, ma c’è chi rema duramente e c’è chi stabilisce la rotta. E la rotta è sempre quella.

Dobbiamo capirlo di nuovo, altrimenti non solo sparisce davvero l’idea di dare rappresentanza a tutti in uguaglianza di diritti e di giustizia sociale, abbattendo i privilegi a favore di una vita decorosa per tutti, e chi è ricco, ben venga, purché paghi le tasse secondo Costituzione, ma aumenterà la povertà, la rabbia e il pericolo di governi dittatoriali.

Questa è l’idea mia, per fortuna o purtroppo, che non mi viene dalla laurea, dagli studi, ma dalla mia famiglia semianalfabeta, partigiana, che ha fatto di tutto per capire e trasmettermi una coscienza di appartenenza ad una classe che, attenzione!, non è la classe dei soli poveri, ma di chi non sopporta di vedere sprechi e povertà, lusso e chi non può curarsi, soprattutto guerre a cui collaboriamo contro Costituzione a massacrare bambini.

Spero di non fare MAI scelte politiche contro questa idea. I compromessi sono accettabili sicuramente se comunque si resta dentro all’idea di giustizia sociale e di miglioramento Delle condizioni di vita per i meno abbienti, altrimenti è la lotta pacifica, nelle piazze, nei luoghi di lavoro e di rappresentanza, che deve continuare.

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