CROLLA IL TETTO DI UNA SCUOLA: A FERMO TRAGEDIA SFIORATA

DI CHIARA FARIGU

Le immagini sono da brivido. Il tetto che cede e crolla trasformando in pochi minuti, un’aula pronta ad accogliere gli studenti per assistere alle lezioni, in un luogo pieno di calcinacci, travi di legno, tubi e detriti di ogni genere, sparsi ovunque, dopo aver distrutto banchi, sedie, finestre e il materiale didattico presente.
Sarebbe potuta essere una strage per quei 30 studenti dell’Istituto tecnologico “Montani” di Fermo e per i loro insegnanti se l’ora del crollo fosse avvenuta sessanta minuti più tardi, subito dopo l’ingresso in classe. Fortunatamente, stavolta, il peggio è stato evitato. Ma solo per un pelo.

L’istituto è stato chiuso e i VV.FF. di Ascoli stanno perlustrando l’intera struttura per stabilire quali possano essere le cause. Le prime ipotesi fanno pensare a delle infiltrazioni di acqua ma non sono da escludere, come quasi sempre succede per le scuole o per gli edifici pubblici, altre concause, visto che Fermo, è stata una delle città colpite dai recenti terremoti e scosse di assestamento registrati nelle Marche. Infiltrazioni ma anche la vetustà dell’edificio, l’aula, come le restanti del triennio è ubicata nella parte più vecchia dell’istituto. Un caso? Saranno le indagini a stabilire cause e responsabilità.

Il fatto è che ancora una volta è una scuola a cedere come fosse un castello di sabbia. La rabbia è tanta. Perché sulla sicurezza delle scuole si versano fiumi di parole ma poi si fa poco. Troppo poco, spesso nulla. Eppure metà degli edifici scolastici sono vecchi e insicuri, oltre il 60% degli istituti sono stati costruiti prima del 1976, anno di entrata in vigore della normativa antisismica, varata subito dopo l’onda emotiva del sisma del Friuli.

Quante le scuole messe a norma dopo ’76? Quante le risorse stanziate? Quelle narrate tante, quelle da mettere a norma troppe. Stando ai dati di Legambiente, quasi la metà degli istituti scolastici italiani necessitano di interventi di manutenzione, mentre solo il 3,5% degli edifici in area sismica risulta progettato o adeguato successivamente alle tecniche di costruzione antisismica. Di questo passo, sostengono gli esperti, l’obiettivo della sicurezza sarà raggiunto in 113 anni.

Quante altri tetti o pareti dovranno crollare? Quanti altri morti dovremmo piangere?

In queste ore si sta mettendo a punto il contratto per il Governo del Cambiamento, una domanda sorge spontanea: i due leader giallo-verdi, tra un summit e l’altro per concordare temi e nomi a quale punto della lista hanno inserito la voce scuola, sempre ammesso che sia considerata una priorità? Investire sulla sicurezza nelle scuole e luoghi di lavoro in generale sarebbe un’ottima partenza per “scrivere la storia” che, a detta loro, si accingono a dar vita.
E’ di fatti concreti che hanno bisogno i cittadini. Il resto sono chiacchiere e fantapolitica

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