IL PUNTO SULL’ATTACCO DI PARIGI

DI GUIDO OLIMPIO

1) L’attentatore sarebbe un ceceno-russo residente da tempo nel paese e schedato come pericoloso. Da capire se il ventenne è parte di una rete o abbia agito in modo individuale. Un aspetto interessante: secondo i servizi il 7% dei jihadisti francesi sono d’origine cecena. Dato che riguarda sia i partiti per Iraq-Siria che gli aspiranti guerriglieri rimasti a casa.

2) Ben prima della nascita dello Stato Islamico le polizie europee si sono imbattute in elementi “ceceni”: in Danimarca nel 2010 con l’azione di un ex pugile coinvolto in un attacco alla bomba, nel 2012 a Gibilterra (con un presunto tentativo d’attacco con deltaplani) e nella stessa Francia con figure legate al Caucaso (per il training).

3) Nell’aprile 2013 i fratelli Tsarnaev hanno colpito la maratona di Boston: erano emigrati negli Usa, in apparenza una micro-cellula familiare, anche se sono rimasti molti dubbi sulla presenza di ispiratori o complici. Esempio comunque di un certo tipo di terrorismo jihadista dove confluiscono spinte personali e ideologia.

4) L’avvicinarsi dei Mondiali di calcio in Russia accresce le preoccupazioni visto che migliaia di volontari caucasici hanno combattuto nei ranghi del Califfato e con al Qaeda in Siria. Nuclei possono agire sul territorio russo oppure all’estero. L’evento, inoltre, può innescare simpatizzanti che vivono in Occidente e sono sostenuti dal messaggio di lotta alimentato da una propaganda massiccia sul web.

5) La tattica del coltello – ma anche della vettura-ariete – continua ad essere la preferita da terroristi d’ogni colore. E’ facile, imprevedibile, non richiede logistica, permette comunque di seminare panico e morti. Infatti è impiegata dai seguaci dell’Isis e da fuori di testa.

6) Con questi raid “rudimentali” il Califfato mantiene la sua pressione militare contro i paesi che hanno aderito alla coalizione.

Corriere.it