FIAMME SPENTE

DI PAOLO VARESE

La fiamma del fregio dei Carabinieri rappresenta l’ardore con cui gli appartenenti all’Arma svolgono il loro dovere. Ardore e dovere, due termini che, da sempre, identificano agenti ed ufficiali dello storico corpo, passati attraverso i secoli e le guerre spesso immolandosi e sacrificando la propria vita, come nel caso di Salvo D’Acquisto, che diede la sua vita per salvare gli innocenti dalla ferocia nazista. Ma c’è chi questa eredità morale non l’ha rispettata, e non per motivi economici, che nel bene, poco, e nel male, molto, sono l’eterno motore del mondo. Accadde a Firenze, nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2017, quando due agenti della benemerita furono mandati in un locale notturno del capoluogo toscano, il Flo, per sedare una rissa. All’interno del locale, tra gli avventori, due studentesse americane, visibilmente ubriache, come dichiarato in seguito dai testimoni, e come si è potuto evincere anche dai filmati delle telecamere interne, visionate durante il dibattimento. Secondo quanto è emerso in seguito, i due agenti, una volta risolta la situazione, si fermarono a parlare con le ragazze, uscirono, e poi tornarono, per prendere le due e riaccompagnarle a casa con l’auto di servizio. Ed una volta nell’androne dell’abitazione delle due, abusarono di loro. In un androne, per le scale, una compulsione che poco ha a che fare con il corteggiamento, con il flirt, con la conquista. E la vettura di servizio era fuori da quel portone, parcheggiata come si trattasse di una macchina privata usata per farsi un giro. Però poi, passata la sbornia, le due giovani compresero quanto era accaduto, e denunciarono il fatto, portando alla sospensione temporanea, in attesa di accertamenti, dei due carabinieri. Quanto accadde dopo dimostrò l’attaccamento degli italiani a quella divisa, ed in molti provarono a difendere il comportamento dei due uomini, non potendo e non volendo credere che al peggiore dei crimini avessero preso parte due appartenenti ad un corpo che meriterebbe solamente onore. Uno dei due disse che le ragazze erano consenzienti, e non importava che il tasso etilico delle ragazze fosse elevato, dato che a distanza di giorni era ancora di 2 grammi per litro. Due ragazze ubriache che flirtano con due uomini in divisa portata dall’accusa come una prova a favore del misfatto. E sempre durante l’interrogatorio della difesa si tentò di provare come le due americane avessero una passione per le divise, cercando di trovare un formula matematica elementare, quel 2 più 2 risolutore del problema. Ma in questa vicenda la realtà è emersa dalle dichiarazioni degli uomini, che parlarono di galanteria, relativamente all’utilizzo della vettura di servizio per accompagnare le ragazze, e confermarono di essersi comportati da maschietti dopo aver notato una occasione di sesso, una strizzatina d’occhio all’orgoglio del maschi italico. Ma qui non c’è assolutamente alcun elemento di cui essere orgogliosi, semmai emerge il disonore, lo sdegno. I genitori dicono sempre ai bambini che, in caso di smarrimento, devono cercare l’aiuto delle forze dell’ordine, quelli in divisa. E cosa è una ubriacatura se non uno smarrimento momentaneo della capacità cognitiva? Se non ci si può fidare di chi dovrebbe aiutarci nel bisogno, se bisogna temere che l’aiuto si trasformi in incubo, allora qualcosa si è perso, ed è quella fiducia che questi due uomini hanno tradito. L’Arma dei Carabinieri due giorni fa li ha destituiti dal servizio, per violazione delle norme di comportamento, dall’uso dell’autovettura di servizio per fini personali senza autorizzazione, ossia peculato, alla mancata consegna delle disposizioni di servizio. Per quanto riguarda la parte penale bisognerà attendere l’esito del processo, e senza dubbio verrà proposto ricorso da parte dei due, ma questa macchia resterà per sempre, e bene ha fatto l’arma ha volerla cancellare ricordando i capisaldi della propria missione. Quando si sceglie di indossare una divisa, anche se lo si fa per lavoro, bisogna ricordare cosa c’è dietro, la storia delle persone che quella divisa l’hanno onorata, di chi ha scelto di ricordare cosa significa servire e proteggere, non cogliendo occasioni ma vedendo opportunità, in primis quella di fare la differenza in un mondo dove fin troppo spesso l’istinto prevale sulla ragione. La fiamma rappresenta l’ardore, come si è detto all’inizio, ma non quello amoroso o sessuale, bensì quella spinta a compiere il proprio compito nel miglior modo possibile. Due fiamme si sono spente, per il momento, ma forse la scelta dei vertici dei Catabinieri servirà a ricordare che tante altre fiamme ancora si agitano vive, indifferenti al vento di un cambiamento morale attualmente in atto, che sta coinvolgendo e travolgendo le istituzioni e la società civile.