SALVINI, CON LE SUE INDECISIONI, E’ GIA’ IN CAMPAGNA ELETTORALE

DI FRANCESCO ERSPAMER

Salvini è abile: dando rilevanza alle indecisioni, vere o presunte, del M5S su migranti e sicurezza, ha già iniziato la prossima campagna elettorale, quella in cui si deciderà, fra pochi mesi o fra un anno o due, quale partito gestirà l’ondata di malcontento popolare (ciò che i liberisti chiamano populismo) che sta sommergendo l’Italia e l’Europa e che nel breve e medio periodo non farà che crescere, fino a provocare significative trasformazioni o a estinguersi in un letargo individualista e consumista all’americana. Nel frattempo, far finta che il risentimento della gente nei confronti delle migrazioni illegali e incontrollate e della criminalità siano solo razzismo e fascismo, è un errore gravissimo. La sinistra liberal lo ha commesso e non solo è scomparsa dalla scena politica ma ha perso qualsiasi contatto con le masse, con i lavoratori, con la classe media. Spero che il M5S non sia così sprovveduto o astratto e che sappia contrastare la destra populisticamente, ossia interpretando e organizzando le concrete esigenze del popolo.
Ricordandosi che in due secoli di egemonia planetaria del capitalismo l’unico movimento che lo ha seriamente messo in difficoltà è stato il comunismo marxista, ma solo finché teorizzò e praticò la razionalità politica e l’intransigenza morale. Pasolini ne intuì a analizzò la crisi già a metà anni settanta, quando prese atto del “fallimento della tolleranza” (una “falsa tolleranza”) e invocò, a contrastare la deriva criminaloide dei sottoproletari (poveri e oppressi ma che soltanto ambiscono a diventare ricchi e a opprimere gli altri) “la stessa rigidità puritana e punitiva che siamo soliti sfoggiare contro le manifestazioni criminaloidi dell’infima borghesia neofascista”.
Da allora la situazione è peggiorata e a soffrirne maggiormente sono naturalmente i ceti meno abbienti, non i benestanti che dai loro quartieri blindati e da luoghi di vacanza esotici possono far finta, ancora per un po’, di non vedere il degrado sociale e ambientale, sentendosi anche buoni. I rimedi non saranno facili e tanto meno indolori: ma se non li si cerca con convinzione la gente si affiderà a chiunque, come Salvini, li illuda con una promessa, non importa se falsa, di riscatto.