EFFETTO BAGNAI?

DI LANFRANCO TURCI

Leggendo la sintesi fatta dall’Huffington post della bozza di contratto in via di elaborazione fra Lega e 5stelle, trovo che la parte sulla Europa sia del tutto ragionevole e mi fa piacere che rompa certi tabù finora ritenuti inviolabili da tutte le forze politiche.

Dall’euro si deve poter uscire

Il passaggio antieuropeista e sovranista del Contratto arriva a pagina 35 e prende di mira l’Europa e soprattutto la moneta unica. Lega e M5S si pongono come obiettivo di introdurre “specifiche procedure tecniche di natura economica e giuridica” che consentano a singoli Stati di uscire dall’euro e “recuperare la propria sovranità monetaria”, o di “restarne fuori attraverso una clausola di opt-out (rinuncia, ndr) permanente” per avviare un “percorso condiviso di uscita concordata” in caso di “chiara volontà popolare

Nella bozza di contratto si definisce “necessaria una ridiscussione dei Trattati dell’Ue”. Il Patto di Stabilità e di Crescita va “modificato radicalmente”, a partire dai vincoli “stringenti, infondati e insostenibili dal punto di vista economico e sociale”. Inoltre, a livello di budget, si prevede di “ridiscutere il contributo italiano all’Ue in vista della programmazione 2020”.

Caro Draghi, cancellaci 250 miliardi di debito!

Sulla finanza pubblica le vere proposte-bomba si trovano a pagina 38, verso la fine del documento. Qui Salvini e Di Maio si pongono l’annoso problema di come ridurre il pesante stock di debito pubblico, che a oggi (dati marzo 2018) si attesta alla cifra record di 2.302 miliardi di euro, qualcosa come il 132% del Pil. La prima misura per ridurre questa imponente massa di debito farà certamente drizzare i capelli alla Cancelliera Merkel e ai rigoristi europei. Lega e M5s chiederanno alla Bce guidata da Draghi di cancellare ben 250 miliardi di titoli di stato che l’istituto di Francoforte avrà in pancia alla fine del quantitative easing. “La loro cancellazione vale circa 10 punti percentuali”, quantifica il documento. Uno stralcio che sicuramente farà discutere, a Francoforte, Bruxelles e nelle altri capitali europee.