LE “RECALCATE”, UN NUOVO GENERE TRA TV E PSICOANALISI DI MASSIMO RECALCATI

DI MICHELE ANSELMI

LE “RECALCATE”, UN NUOVO GENERE TRA TV E PSICOANALISI
SPERO SOLO CHE LA SCUOLA DI PARTITO DEL PD NON SIA COSÌ

Ma quanto gli piace a Massimo Recalcati, classe 1959, psicoanalista lacaniano, docente universitario, saggista, editorialista, esperto di disturbi alimentari e “renziano” doc, farsi chiamare professore anche in televisione dai suoi estasiati discenti. M’ero perso la prima puntata (lunedì 7 maggio, Raitre, ore 23,10) del suo nuovo programma in quattro parti, intitolato “Lessico Famigliare”, certo in omaggio al romanzo autobiografico di Natalia Ginzburg del 1963, ma ho rimediato con la seconda. Dopo la Madre è stata la volta del Padre, poi, nelle prossime due settimane, toccherà al Figlio e alla Scuola.
E intanto scopro per caso che Umberto Contarello, sceneggiatore di “Loro 1 e 2”, ha scritto su Facebook il 12 maggio: “Vi confesso una cosa disdicevole. Questa sera, in una piacevole presentazione del film con Nicola Giuliano in un delizioso cinema di Roma, mi sono scappate due recalcate. Chiedo scusa”.
Il neologismo è arguto, ancorché sarcastico e sfottente. Per “recalcata” va intesa, pare di capire, quella modalità di espressione, tra il riflessivo e il trombonesco, nella quale l’intellettuale milanese sembra primeggiare: scandire una frase considerata piena di senso rivelato, chiedere allo spettatore, con una specie di “uhm”, se ha afferrato la perla di saggezza, riprendere l’intuizione e chiudere senza chiudere, lasciando un po’ tutto in sospeso perché fa più fico.
Così anni fa, prima che Recalcati diventasse una strizza-star, il critico del “Corriere della Sera” Aldo Grasso descrisse una sua apparizione televisiva su Rai5: «Dapprima si riempie ben bene la bocca evocando il nome di Lacan (provate a fare quest’esercizio: gonfiate le gote e dite “Lacan”; se non ci riuscite provate con “Freud”) e poi giù battute: “L’amore è incontro”, “L’amore è esposizione all’alterità dell’altro”».
Ieri sera su Raitre, dal suo trespolo, il nerovestito Recalcati ha proferito frasi del genere nel corso della sua lectio magistralis: “La testimonianza esclude l’esemplarità”; “L’incontro col padre testimone, anzi con la testimonianza paterna, può avvenire fuori dalla famiglia, la vedo svincolata dalla stirpe, dalla genealogia, anche dal sesso”; “Il figlio dovrebbe essere sempre l’evento che incarna l’amore”. Vabbè.
Naturalmente l’intervistato della puntata era Michele Serra, autore di un libro, “Gli sdraiati”, che nel 2013 fu recensito da Recalcati su “la Repubblica” partendo da questa sobria formula critica: “Il nuovo, imperdibile libro di…”.
Si intitola invece “Contro il sacrificio. Al di là del fantasma sacrificale” il più recente saggio di Recalcati (editore Raffaello Cortina, Milano 2017), e mi auguro che lo psicoanalista, il cui motto preferito recita “Inconscio ergo Sum”, abbia pensato, almeno un po’, anche agli spettatori della sua trasmissione su Raitre.
Francamente non so che fine abbia fatto “La Scuola di Partito Pier Paolo Pasolini” (?) che Recalcati ha fondato nel gennaio 2017 su mandato di Matteo Renzi, all’epoca segretario del Pd, come tutt’ora del resto. C’è da sperare solo, per i futuri quadri di quello sventurato partito, che il clima delle lezioni e dei corsi non sia quello di “Lessico Famigliare”.

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