“2001: ODISSEA NELLO SPAZIO” COMPIE 50 ANNI. RINASCITA DI UN CAPOLAVORO

DI COSTANZA OGNIBENI

È stato presentata a Cannes la versione restaurata di “2001: Odissea nello spazio”, il capolavoro cui Stanley Kubrick diede vita esattamente 50 anni fa. Ed è proprio per festeggiare questa importante ricorrenza che Christopher Nolan è stato chiamato a introdurre il film durante la speciale serata dedicata all’evento.
“Ho avuto la straordinaria esperienza di essere trasportato in una maniera che non avrei mai immaginato possibile: lo schermo si era appena dischiuso e io ero partito per questo incredibile viaggio”. Aveva solo 7 anni, il regista Dunkirk, quando vide il capolavoro di Kubrick per la prima volta in un cinema londinese. Ed è stato un orgoglio poterlo presentare durante una delle rassegne più importanti del panorama cinematografico mondiale.
Basato su un soggetto di Arthur C. Clarke e ritenuto da molti un racconto fantascientifico, il film, in realtà, tocca tematiche ben più profonde, poiché si interroga sull’identità umana, sulla nascita di quell’elemento che ci contraddistingue dagli animali – la ragione, a detta di Kubrick – e sul ruolo della scienza e della tecnologia in questo lungo processo. Affascinano, le immagini che, una dietro l’altra, si susseguono sui brani di Strauss secondo un ritmo ben cadenzato, mostrando ora un ominide che scopre l’uso delle armi per la caccia in una splendida sequenza sulle note di “Così parlò Zarathustra”, ora una nave che volteggia nello spazio, e che “Sul bel Danubio blu” sembra quasi costruire una coreografia. Lieto abbandonarsi alla maestria di un regista che all’età di 40 anni già padroneggiava quegli strumenti secondo una modalità che avrebbe cambiato la storia del cinema, ma altrettanto importante non farsi incantare fino in fondo, poiché dietro quella poesia, Kubrick narra una storia antica come il mondo, quella dell’improvviso avvento di una ragione che ci avrebbe separato dal nostro destino di animali e ci avrebbe reso “umani”; quella stessa ragione che ci avrebbe portato a prevalere sui nostri simili in una lotta divenuta impari, mettendo in pratica le teorie darwiniane anche all’interno di una stessa specie. Una ragione, oltretutto, calata dall’alto, poiché derivante da un’influenza esterna, qui rappresentata da un inspiegabile monolito che improvvisamente si palesa fra le aride pianure africane.
Ma, per quanto portatrici di un messaggio discutibile e anacronistico, occorre sempre fare un inchino, a quelle splendide sequenze che hanno permesso alla pellicola di essere inserita nella lista di film preservati dal National Film Industry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti e oggi presentate in una nuova copia in 70 millimetri che arriverà nelle sale italiane il 4 e 5 Giugno distribuita da Warner Bros: un’inedita edizione ottenuta con nuovi strumenti di stampa ricavati dal negativo originale e ricreando il suono delle sei casse acustiche originali senza alcuna reinterpretazione. Cui farà seguito, in autunno, l’uscita della versione in 4K.