I 70 ANNI DI BRIAN ENO, IL MATEMATICO DELLA MUSICA

DI MARIO COCO

Tutti, almeno una volta nella nostra vita, abbiamo ascoltato una sua creazione. Il jingle d’apertura del sistema operativo Windows è divenuto uno dei motivi più celebri al mondo, ma lui si ritiene un non-musicista.
Brian Eno, soprannominato “l’intellettuale della musica” e noto per essere uno dei compositori più apprezzati ed interessanti del nostro tempo, ha compiuto settant’anni.
Alla base della sua longeva attività c’è lo studio delle ermetiche e matematiche teorie taoiste, che lo hanno portato a sperimentare il proprio talento attraverso la musica elettronica, l’art rock, la musica etnica e quella sperimentale. Grazie alle innumerevoli collaborazioni musicali, è considerato inoltre un pioniere della new wave e della new age.
Eno iniziò la sua avventura artistica mentre studiava ancora all’università di Southampton, dedicandosi alla musica jazz. A Londra, dove si era trasferito per lavorare come tecnico, avvenne l’incontro con Andy Mackay, con il quale nacque un sodalizio che li portò a creare i Roxy Music. I loro primi dischi vennero incisi, grazie alle pressioni di Robert Fripp, alla Island Records tra il 1972 e il 1973.
Ben presto avvertì, però, la voglia di sperimentarsi da solista. Incise il primo album “No Pussyfooting” (1974) insieme a Robert Fripp, mettendo già in risalto alcune sue prerogative sulle quali aveva lavorato con gli altri membri della band. Nella sua musica è fondamentale l’uso dei sintetizzatori, dei magnetofoni, di un mixer che assume persino più importanza degli strumenti e di seconde voci.
Lungo il decennio successivo, grazie anche alla sua passione verso l’arte figurativa e in particolar modo verso la videoarte, divise la propria attività tra la composizione di musica d’ambiente per opere artistiche e le collaborazioni con cantanti e musicisti. La più importante è forse quella con David Bowie, con il quale aveva già lavorato nel 1977 per l’album “Low”. Persino il celebre “Heroes” porta la firma di Brian Eno.
Negli stessi anni collaborò inoltre con i Talking Heads, con i quali si lanciò anche nella composizione di musiche per aeroporti e sale d’attesa, ma anche con Peter Gabriel, gli U2 e Laurie Anderson, senza dimenticare gli italiani Luciano Pavarotti (che lo volle a Modena nel 1995 per il concerto “Pavarotti and Friends”) e Teresa De Sio, proprio mentre la sua musica influenzava i luoghi del mondo più disparati, come il Ghana e la Russia.
Brian Eno ha composto anche parecchie colonne sonore. La prima risale a quando i Roxy Music non erano ancora stati creati, trattandosi della musica per “Berlin Horse” (1970), cortometraggio diretto da Malcom Le Grice. La più celebre è quella che realizza per “Dune” (1984) di David Lynch. Compone inoltre per il nostro Dario Argento in “Opera” (1987) e per il cinema d’animazione di Reiko Okano “Onmyouji” (2000).
A distanza di un anno dall’uscita di “Reflection”, suo album in studio più recente, il 15 maggio, in tutto il mondo, si è festeggiato il compleanno di un innovatore, di un intellettuale, ma soprattutto di un grande musicista che il pubblico apprezza forse più di quanto possa immaginare.