PARMA IN SERIE A:DAL FALLIMENTO AL PARADISO

Di VANNI PUZZOLO

 

 

 

Terza promozione di fila:nessuno mai come loro.
I ducali tornano in Serie A.

A poco più di tre anni dal disastroso fallimento del marzo 2015, il Parma conquista la terza promozione consecutiva e si guadagna un posto nella Serie A 2018-2019.
I ragazzi di D’Aversa battono 2-0 lo Spezia e chiudono il torneo di Serie B al secondo posto che vale la promozione diretta alle spalle dell’Empoli e ringraziano il Foggia, che ha costretto,clamorosamente, al pareggio casalingo il Frosinone.

L’incubo è finito.
Lucarelli lo aveva detto: rimango e lo riporto in Serie A, forse non aveva previsto in così poco tempo.

A distanza di soli 3 anni dal momento più buio della storia ducale, i ragazzi di D’Aversa compiono un autentico miracolo, diventando la prima squadra a conquistare tre promozioni di fila dalla Serie D alla Serie A.
E ora la stagione 2014-2015 può definitivamente finire nell’album dei ricordi più brutti insieme al crac Parmalat del 2007.
Una stagione travagliata dal balletto della proprietà, con tre proprietari nel giro di 90 giorni: Tommaso Ghirardi, poi indagato per bancarotta fraudolenta, l’albanese Rezart Taçi, che si disfò della proprietà appena si rese conto della disastrosa situazione debitoria, e infine Giampietro Manenti, amministratore delegato di Mapi Group, una presunta società di consulenze con sede legale in Slovenia, che comprò la squadra con 218 milioni di debiti per un euro.

Dopo il fallimento il Parma ripartì quindi dalla Serie D, con una nuova proprietà composta da diversi imprenditori locali, tra cui Guido Barilla, Gian Paolo Dallara, Marco Ferrari, Paolo Pizzarotti, Mauro Del Rio e Giacomo Malmesi, e con presidente Nevio Scala, che comprarono all’asta tutti i trofei della società che erano stati pignorati nella stagione precedente.
Trionfale la cavalcata in Serie D sotto la guida di Apolloni, allenatore e Minotti direttore tecnico.
Per la promozione in Serie B, servirono, invece, qualche aggiustamento per rimediare a qualche incidente di percorso.
Via Apolloni e Minotti, Scala per coerenza si dimise.

Subentra come Direttore Sportivo, Daniele Faggiano, uomo di fiducia di Perinetti, che aveva già fatto molto bene a Trapani e a Palermo, a lui il merito di aver scelto come allenatore il giovane Roberto D’Aversa.

Ho avuto il privilegio di essere il manager per tanti anni di Roberto, calciatore dalle grandi potenzialità, molte volte inespresse, per colpa del suo carattere ombroso, una buona carriera in serie B, comunque.
Un’abruzzese testardo ma con il cervello fino, e con un grande acume tattico e pratico, aveva già allenato con buoni e anche meno buoni, risultati il Lanciano, in serie B, ma di lui tutti hanno pronosticato un futuro pieno di soddisfazioni.

D’Aversa prese il posto dell’ex difensore al timone della squadra, chiudendo il campionato al secondo posto, qualificandosi per i playoff, vinti poi in finale contro l’Alessandria.

Nel novembre del 2017 il club è passato nelle mani di Jiang Lizhang, un giovane imprenditore cinese nato in un villaggio di pescatori e con un passato da giornalista.

Questo il nuovo assetto: il 60% delle quote del Parma è della società cinese Desports Group. ”
“Nuovo Inizio”, espressione dei principali industriali del territorio parmigiano che ha portato la realtà emiliana dalla Serie D alla Serie B, ha mantenuto il 30%, mentre l’azionariato diretto “Parma Partecipazioni Calcistiche” ha il 10%. ”
Profetiche le parole alla presentazione del maggior azionista:
“Speriamo di festeggiare presto la Serie A”.

Quest’anno, soprattutto dopo la sontuosa campagna di rafforzamento di gennaio, uno su tutti Ciciretti, già acquistato dal Napoli, le aspettative si erano alzate e con esse le critiche, in tanti spingevano per un esonero del tecnico, soprattutto dopo l’incredibile partita di Cesena.
In vantaggio per 1-0 a tre minuti dal termine e con un uomo in più, furono rimontati e sconfitti, e a quel punto nessuno credeva più nella promozione diretta.

Faggiano lo ha invece sempre difeso, e così, grazie anche all’autolesionismo del Frosinone, e anche, va detto, alla grande sportività del Foggia, il miracolo è avvenuto.

Uomo simbolo di questo miracolo capitan Lucarelli, che non ha abbandonato la nave che affondava nel 2015 e ora a 39 anni si ritrova nuovamente in Serie A.
Il difensore è scoppiato a piangere dopo la promozione. “Sono orgoglioso di questa squadra ma mi sembra impossibile che sia vero, quasi non ci credo.
Pubblico fantastico, ci ha sempre seguito, fin da Arzignano.
Che gioia, adesso posso anche smettere.
Anzi no, vediamo…”. E la favola continua…