USA, CONTINUE SPARATORIE NELLE SCUOLE: COME BIRILLI AL BOWLING CASCANO GLI STUDENTI

DI ALBERTO TAROZZI

Morti in Texas, morti in Georgia. scuole statunitensi dove le persone cadono, come i birilli di un bowling, ebbe a dire nel 1999 Michael Moore. Armi ovunque con la benedizione di chi, come la National Rifle Association (NRA), annovera il possesso di un’arma tra i diritti inalienabili di ogni essere umano. E fa soci e lobby, condizionando la politica dei presidenti all’avvicinarsi del voto.

Fino al 2008, data del decesso, testimonial della NRA era l’attore Charlton Heston, di cui si ricordano film importanti, come quello dedicato a un fantascientifico pianeta delle scimmie, violente e pericolose per il genere umano.
Oggi le scuole Usa sono pericolose quanto quel pianeta per i frequentanti: si spara nel pianeta delle scimmie.

A venti settimane dall’inizio dell’anno in corso, si contano 23 sparatorie nelle scuole. Ogni settimana ha la sua; magari come quella della Georgia il luogo è occasionale, un parcheggio in cui le liti possono degenerare in ogni angolo del pianeta, Italia compresa.
Più coniugabile con le specificità dei tempi che corrono quanto avvenuto in Texas. Studente giovanissimo double face, bianco e di origine greca, devoto della locale chiesa greco-ortodossa, gioca a football, ma è, pare, oggetto di bullismo da parte dei compagni e del coach.
Non si sa se per reazione o per convinzione intima esibisce qualche simbolo nazista nell’abbigliamento e soprattutto uno slogan che fa tanto destino made in Usa: “Born to kill”, nato per uccidere. Come Springsteen è nato per correre e Van Morrison per cantare.

Come fermare la carneficina. In 800000 giovani hanno provato a dire che bisognerebbe porre uno stop alla libera circolazione delle armi. Una necessità, ma che sia sufficiente resta da dimostrare, come è vero che in altre nazioni come Canada e Svizzera il possesso di un’arma non determina le medesime carneficine registrate negli Usa. C’è qualcosa di più nella cultura di un paese nato conquistando e occupando armi in pugno i territori degli indigeni dalla pelle rossa.

Trump esterna le sue preoccupazioni a geometria variabile. A seguire la marcia degli 800000 snocciola buoni propositi; di fronte alla Nra avanza altre terapie di riduzione del danno: dotare di armi e di competenze gli insegnanti, contrapponendo i fucili buoni a quelli cattivi. La chiamano dissuasione, ma si sa che quando ti trovi in mano giocattoli di questo tipo rischi di prenderci gusto. Così, capita spesso, da cosa nasce cosa.

Un giorno di tanti anni fa un collega esperto di questioni statunitensi segnalò in un convegno che negli Usa la notizia all’ordine del giorno riguardava il quotidiano numero di professori presi a botte dai discepoli.
Americanate, commentò allora qualcuno “da noi in Italia non accadrà mai”. Bisognava solo avere pazienza. Adesso però non venitemi a dire che queste sparatorie, in Italia, non avverranno mai. Pare che porti sfortuna.