LA SINISTRA E’ A UN BIVIO, TRA TENTAZIONE LIBERAL E RESISTENZA AL LIBERISMO

DI FRANCESCO ERSPAMER

Quando nel 1995 la precedente incarnazione del Pd, ossia il PDS, appoggiò il governo Dini insieme alla Lega (che era ancora Lega Nord), quest’ultima venne descritta come una forza di sinistra. D’Alema la definì, a mio parere correttamente, il maggior partito operaio italiano e una costola del PCI. Nelle successive legislature, ogni volta che la Lega fu al governo con Berlusconi si parlò di centro-destra, benché ne facessero parte integrante gli ex del MSI e di Alleanza nazionale.
Solo adesso che si profila un governo populista e sgradito alla EU e ai poteri forti della finanza, le anime belle della sinistra più o meno radicale si stracciano le vesti e gridano al governo “fascioleghista” o semplicemente fascista. Una formula facile e consunta, con la quale immagino che cerchino di far dimenticare, e i più ingenui di dimenticare loro stessi, le proprie pesanti complicità nei confronti del neocapitalismo globalista (vedi tutti i provvedimenti economici e sociali dei democristiani Prodi e Renzi, da loro sostenuti).
Non basterà. La sinistra è a un bivio: da una parte c’è la tentazione liberal, pienamente funzionale al sistema liberista, dall’altra la resistenza al liberismo e la lotta per fondamentali obiettivi economici (l’eguaglianza e il rafforzamento del settore pubblico) e socioculturali (la difesa delle comunità e delle autonomie dall’appiattimento consumista). La prima strada conduce al Pd, a Bruxelles e a Wall Street, la seconda a un fronte popolare e populista contro le multinazionali, le loro lobby e i loro partit
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