FUTURO DONADONI, SI DECIDE LA PROSSIMA SETTIMANA

DI EMILIO MARRESE

 

I dirigenti del Bologna non possono certo imputare a Donadoni di non aver centrato l’obiettivo di minima fissato (la salvezza tranquilla) mentre sulla gestione del patrimonio (parolona) tecnico qualche perplessità in più ce l’hanno. Potrebbero pure continuare con un altro anno transitorio, ma sanno perfettamente che oggettivamente la situazione potrebbe esplodere nel prossimo campionato, visto che buona parte dell’ambiente ha già nel mirino l’allenatore (e mica solo lui). Così come sanno che – aldilà delle dichiarazioni ufficiali sulla difensiva fino all’irritante  – devono per primi lavorare molto meglio sul mercato, per dare a chiunque la alleni una squadra meno modesta di questa. Ma altrettanto sanno che i mezzi per farlo – specie se si decidesse di tenere Simone Verdi rinunciando a una notevole plusvalenza – non saranno molto diversi da quelli degli ultimi mercati.

Joey Saputo – in arrivo la prossima settimana – non è entusiasta della stagione, ma per lui si può anche andare avanti così: lascerà che siano i suoi uomini a convincerlo, eventualmente, che è necessario un cambio di guida tecnica. E all’interno del club su questo argomento non c’è identità totale di vedute. Così come forse non c’è nessuno che intenda assumersi la piena responsabilità di imporre una scelta forte, che oltretutto costerebbe al club 5 milioni (il costo, più o meno, dell’intero staff tecnico per la prossima stagione). Donadoni, infatti, non sembra affatto intenzionato – e dal suo punto di vista è più che legittimo – a togliere tutti dall’imbarazzo interrompendo il rapporto per accettare altre proposte (se ce ne sono davvero: da tempo si vocifera del Cagliari, ammesso sia una proposta convinta e ammesso che i sardi rimangano in A).

Bologna, Donadoni litiga con un tifoso

La prossima settimana, approfittando della presenza di Saputo, il

nodo va inevitabilmente e definitivamente sciolto. Donadoni ha esaurito il suo ciclo (consolidamento in A dopo tre salvezze molto serene) ed è l’uomo giusto anche per una seconda fase oppure no? Dopo Udine si deve trovare per forza rapidamente una sintesi di queste diverse opinioni: timori, rischi e motivi validi ce ne sono su entrambi i piatti della bilancia. In un senso o nell’altro, la decisione peggiore sarebbe quella di non decidere.

I dirigenti del Bologna non possono certo imputare a Donadoni di non aver centrato l’obiettivo di minima fissato (la salvezza tranquilla) mentre sulla gestione del patrimonio (parolona) tecnico qualche perplessità in più ce l’hanno. Potrebbero pure continuare con un altro anno transitorio, ma sanno perfettamente che oggettivamente la situazione potrebbe esplodere nel prossimo campionato, visto che buona parte dell’ambiente ha già nel mirino l’allenatore (e mica solo lui). Così come sanno che – aldilà delle dichiarazioni ufficiali sulla difensiva fino all’irritante  – devono per primi lavorare molto meglio sul mercato, per dare a chiunque la alleni una squadra meno modesta di questa. Ma altrettanto sanno che i mezzi per farlo – specie se si decidesse di tenere Simone Verdi rinunciando a una notevole plusvalenza – non saranno molto diversi da quelli degli ultimi mercati.

Joey Saputo – in arrivo la prossima settimana – non è entusiasta della stagione, ma per lui si può anche andare avanti così: lascerà che siano i suoi uomini a convincerlo, eventualmente, che è necessario un cambio di guida tecnica. E all’interno del club su questo argomento non c’è identità totale di vedute. Così come forse non c’è nessuno che intenda assumersi la piena responsabilità di imporre una scelta forte, che oltretutto costerebbe al club 5 milioni (il costo, più o meno, dell’intero staff tecnico per la prossima stagione). Donadoni, infatti, non sembra affatto intenzionato – e dal suo punto di vista è più che legittimo – a togliere tutti dall’imbarazzo interrompendo il rapporto per accettare altre proposte (se ce ne sono davvero: da tempo si vocifera del Cagliari, ammesso sia una proposta convinta e ammesso che i sardi rimangano in A).

Bologna, Donadoni litiga con un tifoso

La prossima settimana, approfittando della presenza di Saputo, il

nodo va inevitabilmente e definitivamente sciolto. Donadoni ha esaurito il suo ciclo (consolidamento in A dopo tre salvezze molto serene) ed è l’uomo giusto anche per una seconda fase oppure no? Dopo Udine si deve trovare per forza rapidamente una sintesi di queste diverse opinioni: timori, rischi e motivi validi ce ne sono su entrambi i piatti della bilancia. In un senso o nell’altro, la decisione peggiore sarebbe quella di non decidere.