FALLIMENTO LAZIO, DERUBATA DELLA CHAMPIONS

DI LUCIO GIORDANO

Partiamo dall’arbitro Rocchi. Indubbiamente, e non è la prima volta,  la sua direzione di gara ha pesantemente condizionato il risultato  di Lazio -Inter, finita 2-3, in quello che era a tutti gli effetti uno spareggio champions. Ha concesso il primo gol di D’Ambrosio viziato da una netta carica al portiere, senza nemmeno consultare il Var. Poi è stato costretto a consultarlo, dopo aver concesso un rigore inesistente all’Inter e infine, con estrema leggerezza, ha ammonito una seconda volta Lulic. Frittata fatta. A quel punto, l’Inter inesistente, prendeva coraggio e segnava su rigore e poi segnava il gol della rimonta con Vecino e  con  la difesa biancoceleste del tutto  immobile.

La tempesta perfetta, la partita perfetta in realtà,  per raccontare il perchè la Lazio si sia fatta scippare il quarto posto e dunque la champions. Gli arbitri, innanzitutto.  La LAzio è stata obiettivamente  penalizzata dalle ex giacchette nere. Scandaloso l’esito contro il Torino, e due settimane prima contro la Fiorentina, nel girone d’andata. Il perchè i biancocelesti siano stati ammazzati dagli arbitri è difficile da capire. Lotito, certo. Il presidente non gode di grandi simpatie in Lega. Il suo approccio è stato sempre arrogante e questo  non ha fatto bene alla sua squadra. Una squadra che peraltro, in corsa per il quarto posto e  per la volata finale in Europa League, non ha rafforzato nel mercato invernale. Il braccino corto, alla fine, ha portato a questo risultato.

Anche i tossici ultrà con i saluti fascisti sempre pronti, non hanno aiutato. Certo, purtroppo i drammatici ideali sconfitti dalla storia, dopo aver provocato 90 milioni di morti nella seconda guerra mondiale, sono condivisi da altre tifoserie italiane, ma gli ultrà della LAzio sono conosciuti in tutto il mondo. Sono temuti e violenti. Da bocciare anche in Europa, da respingere quantomeno  nella competizione più importante del continente.

Poi ci sono quelle maledette amnesie della squadra, ad aver pesato sul risultato finale dei bioncocelesti. La Lazio ha sbagliato completamente solo due partite: contro il Salisburgo e, ieri, proprio contro l’Inter. Black out brevi ma mortali, di cinque, dieci minuti. Black out incomprensibili. Questione di maturità, certo, visto che nessuno vuole pensare che la squadra con il miglior gioco del campionato, alle spalle solo del Napoli, abbia voluto fallire tutti gli obiettivi di stagione, appositamente.

Inzaghi? Merita gli applausi. Ha valorizzato talenti in crescita e giocatori esperti come Lucas Lleiva, ha regalato un gioco da stropicciarsi gli occhi. Ha sbagliato però  a non chiedere un portiere valido al posto del giovane ed inesperto Strakosha. Giovane ed inesperto come tutti i giovani. Bruciarlo è stato delittuoso.  Il portierino albanese, ha contribuito in effetti,  a far perdere diverse partite alla LAzio. Parate miracolose, poche peraltro,  alternate a papere clamorose. Il gol di Vecino è anche colpa sua.

Inzaghi ha sbagliato una sola partita , quella di ieri. Ha sbagliato a inserire De Vrji, che non poteva essere sereno dopo l’ufficializzazione della cessione proprio all’Inter, è ha sbagliato a togliere Immobile, per difendere il risultato. LA Lazio spavalda , dal gioco spumeggiante, non è infatti ancora matura nel difendere  con le unghie e con i denti il risultato di vantaggio. Deve attaccare e giocare con incoscienza. Quando lo ha fatto ha stravinto incantando. Ed è un vero peccato a questo punto: perchè ad un centimetro dal traguardo la LAzio si è fermata dappertutto, anche in Coppa Italia.

Quella che poteva essere una stagione da incorniciare, è diventata  dunque fallimentare. Per colpa degli arbitri, delle amnesie, dell’immaturità. Sì, con un gioco così bello è stato un vero peccato schiantarsi contro un muro, come la LAzio ha fatto ieri nella sua  partita più importante.