GALLI: BISOGNI E ESIGENZE, IDEA STRAORDINARIA DI FAGIOLI UN GRAN MAESTRO

DI CARLO PATRIGNANI

Un evento usuale – la presentazione a Milano del saggio Il flagello del neoliberismo. Alla ricerca di una nuova società (L’Asino d’oro edizioni), autore l’economista Andrea Ventura – diventa, appena s’intraprende la via d’uscita dal flagello, ossia la ricerca di una nuova socialità, il tema della discussione: a dominare la scena è la teoria della nascita dello psichiatra Massimo Fagioli.

Un grande maestro che ha permesso a tutti voi di poter andare al di là dei fatti storici, politici, economici, sociali, e scoprire il pensiero sotteso ad essi.

Giorgio Galli politologo e storico, a lungo docente di Storia delle Dottrine Politiche alla Statale di Milano, scandisce, visibilmente emozionato, le parole riferendosi direttamente certo al saggio di Ventura: un titolo il flagello del neoliberismo perfetto, azzeccatissimo, ma avendo ben presenti altri saggi sulla storia umana e politica di due eretici inascoltati, due icone della sinistra, che hanno da posizioni diverse intrecciato le loro travagliatissime vite: Antonio Gramsci di Noemi Ghetti e Riccardo Lombardi.

E’ in forma splemdida il 90enne politologo e storico, tanto chiaro nell’esporre le sue opinioni sulla contrapposizione storica neoliberismo-marxismo infarcite di incursioni in altre discipline – la fisica quantistica, la biologia – per comporre un quadro d’insieme all’evoluzione del pensiero umano quanto assai interessato all’idea di Fagioli di tener distinti bisogni e esigenze.

E, in fin dei conti, umile nel chiedere delucidazioni su bisogni e esigenze tanto all’economista Ernesto Longobardi, il collega accademico con cui ha presentato il saggio quanto allo stesso autore: e poi di riconoscerne la straordinaria portata che evidenzia l’incompletezza, la carenza del marxismo fermatosi nella giusta critica al capitalismo al soddisfacimento dei soli bisogni materiali e nell’aspirazione delusa della liberazione dell’uomo al ribaltamento dei rapporti di produzione.

Richiesta su richiesta, Galli tira in ballo la teoria della nascita: gli interessa sapere cosa accade nel momento in cui la luce colpisce la retina, quando si forma il pensiero umano come immagine. Non si ferma nè arretra in questo incontenibile anelito alla conoscenza.

Sommessamente confessa di aver avuto in passato voglia di conoscere lo psichiatra dell’Analisi collettiva che demoliva la psicoanalisi: una truffa storica e dava dell’imbecille a Freud.

Capisco bene cosa ha prodotto in voi il lavoro con Fagioli, questo metter in second’ordine la razionalità, per andare oltre, al pensiero non visibile, sotteso a quel che succede nel quotidiano dei rapporti umani e in generale in ogni campo del sapere: bene proseguiamo – aggiunge – questo interessante e affascinante rapporto iniziato con il Gruppo Storia.

Poche parole sul quotidiano: il nuovo governo che si sta, a quanto pare, formando non è la soluzione alla crisi profonda del Paese. Intravvedo due strade: o galleggia senza fare cioè grandi cose, o, se le dovesse fare, sarà inevitabile lo scontro con l’Europa. Ma abbiamo tempo per parlarne.

In conclusione una nota di ottimismo. No, nessuna rassegnazione – conclude – sono ottimista sul futuro: non vedo derive autoritarie, il Paese ha vissuto prove peggiori e ben più gravi dell’attuale ma ne è uscito: ha quindi i giusti e solidi anticorpi. A noi il compito di proseguire a fare ricerca per nuovi e originali lavori in comune e poi, come i clerici vagantes, portare ovunque le nostre idee.