L’INTER HA UN FUTURO CHAMPIONS GRAZIE ALLO SCIAMANO SPALLETTI

DI LUCA MARTINI

Un amico mi racconta una storiella: ‘Dunque ci sono un cinese, due croati, un portoghese, un argentino e un mister di Certaldo…’ Fermati, gli dico, so come va a finire. ‘E come?’. Per il momento in Champions, poi non lo so neanch’io. Ma tutto è possibile. Di nuovo.

Gianni Mura, il più poetico e goloso dei giornalisti sportivi italiani, è solito scrutare il futuro calcistico in una palla di lardo. Lo fa a ogni inizio campionato. I tifosi interisti, invece, da un anno a questa parte tentano di leggere le sorti della squadra direttamente sul cranio di Spalletti. Luccicante nella prima metà del campionato, tanto da mandare bagliori e gibigianne fin lassù ai vecchi popolari, stranamente opaco, persino grigiastro, quasi nero (col Sassuolo), nella seconda metà. L’altra sera, il miracolo. C’è Lazio – Inter in forma di spareggio Champions, con la Lazio che domina i primi 75 minuti ridicolizzando un’Inter che più che pazza è abulica e sfigata e… la testa del mister di Certaldo ha uno shining invidiabile. Sembra persino percorsa da lampi elettrici. Una cosa tra Rollerball e Incontri ravvicinati.

Sapete anche voi cosa è successo poi: il mister di Certaldo – che tra l’altro a Roma ha fama di borioso incapace o di untuoso sicario per come ha spiaggiato Totti – misteriosamente ispirato azzecca i cambi e capovolge la partita. Convince Karamoh che è un giaguaro e fa rima con E’to, trasforma Ranocchia in una specie di Materazzi, coach in seconda e primo inter pares. E alla fine dall’Olimpico rimbalza via satellite una sola immagine prepotente. Quella di un anziano sudato che, agitato alla stregua di uno sciamano, balla con mosse serpentiformi gridando e indicando spettatori a caso dietro la panchina (quelli stessi che gli dicevano pirla fino a 15 minuti prima?).

Ma ritorniamo alla barzelletta e all’elenco di personaggi internazionali. Chi aveva in campo il lucido e miracoloso Spalletti ieri sera? Guardiamo da vicino gli 11 gioielli del molto parsimonioso signor Suning: un croato da sempre promesso al Manchester United. Un secondo croato che a gennaio era su un aereo per Siviglia. Un portoghese e un brasiliano consci di non essere riscattabili perché costano troppo. Un centrale difensivo già licenziato e l’altro che verrà assediato tutta l’estate dal Barcellona. Un senescente ex re di Roma. Un argentino che prega la moglie di non alzargli la clausola rescissoria. E via così. Insomma, tutta gente in smobilitazione, pronta non solo inconsciamente a perdere anche l’ultimo treno della notte e dell’intero campionato. Tutta gente poco attenta, comunque, che si era quasi scordata di leggere sulla testa del suo mister sciamano gli ultimi 15 minuti di un apertissimo futuro.