LE DEMOCRAZIE DIVENTERANNO STATI DI POLIZIA?

DI PAOLO DI MIZIO

Questo impressionante video mostra un’esercitazione dimostrativa della polizia sud coreana (non tedesca come dice l’errata didascalia). Le tecniche di guerriglia antisommossa sono ricavate in parte dalle tecniche d’attacco e difesa della legione romana ai tempi di Giulio Cesare.
La prima lezione che si apprende è che non sarà mai più possibile una “rivoluzione di popolo”, come fu la Rivoluzione Francese (alla quale dobbiamo l’idea moderna di democrazia e uguaglianza dei diritti).
E’ impossibile infatti che una folla in tumulto, disordinata e disarmata o male armata, possa prevalere contro veri e propri eserciti addestrati in questa maniera e dotati di armi automatiche, bastoni elettrici, scudi, caschi con radio incorporata, pistole elettriche, bombe stordenti, bombe accecanti, gas asfissianti, automezzi blindati, lanciatori d’acqua a forte pressione e quant’altro.
La seconda lezione è che i nostri paesi occidentali, dotandosi di uno strumento poliziesco di questa potenza, volenti o nolenti si trasformeranno di fatto, inevitabilmente, in Stati di polizia camuffati da democrazie.
Il concetto di democrazia così come lo abbiamo coltivato negli ultimi 50 o 60 anni credo che stia finendo e probabilmente verrà sostituito da un surrogato che assomiglierà molto alla “democrazia socialista” dell’ex Unione Sovietica, ma non avrà nulla di “socialista”. Sarà una “democrazia capitalista” o “democrazia plutocratica” in mano a pochi potentati finanziari ed economici. La classe politica già oggi è sottomessa al volere dei grandi potentati finanziari occidentali.
Paradossalmente l’unico Paese nel quale lo strumento poliziesco, anche il più temibile, potrebbe incontrare difficoltà a sottomettere una folla ribelle sono gli Stati Uniti, perché lì il popolo è in possesso di una enorme quantità di armi, tra cui milioni di fucili automatici d’assalto. È l’unico aspetto positivo della libertà di vendere e acquistare armi che vige in America.