ULTIMA GIORNATA: IL COMMENTO AL CAMPIONATO PIÙ EQUILIBRATO D’EUROPA, PAZZA INTER IN CHAMPIONS

Di VANNI PUZZOLO

 

 

Si è chiuso davvero il campionato più equilibrato d’Europa, il primo con il Var, e il finale non ha deluso le aspettative, anzi è stato un vero e proprio thriller.
Delle 10 partite della giornata solo 3 risultavano pleonastiche, Juve-Verona con la Juve già campione, Genoa-Torino e Sassuolo-Roma con i giallorossi comunque impegnati a mantenere il terzo posto, seppur già certi della Champions.
Nelle rimanenti 7 si giocava per tutti gli obiettivi e tutte avevano massime motivazioni.
Prima di entrare nelle sentenze finali, va rimarcato che, finalmente, la pessima tendenza di “scansarsi” o di mostrare scarso impegno di una squadra senza reali obiettivi che incontrava una squadra che invece aveva motivi di classifica, è stata definitivamente abbandonata ed è con soddisfazione che registriamo lealtà e sportività in tutti i campi, e così è stato per il campionato di serie B appena concluso.

Sentenze inappellabili

Retrocede il Crotone di Zenga a cui non è bastato un ottimo girone di ritorno, ma il calendario era pessimo e il Napoli al San Paolo non ha fatto sconti.
Si salvano così la Spal, ( ottimo girone di ritorno) e il Cagliari che ripete la vittoria di Firenze anche con l’Atalanta, si salva anche l’Udinese che le incredibili 10 sconfitte consecutive rimediate da Oddo avevano gettato nel panico e il Chievo, alla 17 salvezza in 18 campionati di Serie A, anche se entrambe, nel finale sono dovute ricorrere al cambio di allenatore ( Tudor aveva rilevato Oddo e D’Anna aveva preso il posto di Maran).

Il Milan svolge alla perfezione il suo compito e rifila una sonante cinquina alla Fiorentina che ormai, dopo la sconfitta interna con il Cagliari, aveva abbandonato sogni di Europa.

Gattuso aveva bisogno di una vittoria per centrare il sesto posto e per evitare tre preliminari di Europa League, parando così una eventuale vittoria dell’Atalanta a Cagliari che però, cede nel finale, probabilmente dopo aver sentito della larga vittoria dei rossoneri, il neo Juventino Caldara sbaglia pure il rigore del pareggio.

Quindi Milan in Europa dalla porta principale e Atalanta dalla porta di servizio, piazzamento che non ridimensiona affatto la bellissima stagione fatta da Gasperini, valorizzando e lanciando come sempre giovani virgulti, su tutti Barrow, e riuscendo sempre a coniugare bel gioco e ottimi piazzamenti.

Va esaltata, giustamente, l’ennesima vittoria della Juve che conquista il settimo scudetto consecutivo, entrando nella storia del campionato italiano, e riuscendo a vincere uno scudetto, quest’anno davvero difficile da conquistare con un Napoli, secondo solo in classifica ma autore di una stagione veramente eccezionale sia per punti fatti in campo che per il gioco fatto vedere, in alcuni momenti veramente esaltante, e, solo nel finale leggermente più opaco.

Ha vinto la Juventus e quindi, come giustamente dice Allegri, “i migliori siamo stati noi” ma davvero la sensazione è stata che il Napoli non sia stata da meno, e che solo un organico inferiore lo abbia penalizzato.

Le polemiche seguite dopo da parte dei napoletani sconfitti e degli juventini vittoriosi facciamo finta che non siano esistite e ci piace ricordare la loro sfida durata 37 giornate, sempre bella ed emozionante.

Finale thriller all’Olimpico

Non c’è dubbio che tutte le attenzioni erano rivolte alla finale da dentro o fuori dell’Olimpico fra Lazio-Inter dove inevitabilmente solo una avrebbe avuto l’accesso all’Europa più remunerativa, non a caso si è calcolato che in quella partita ballavano 50 milioni di euro, non bruscolini.

Ha avuto la meglio l’Inter, l’ha giocata meglio la Lazio.
Spalletti rimane in partita nonostante il doppio vantaggio della Lazio e in 4 minuti, quelli che vanno dal minuto 83 al minuto 87 rimonta e vince la partita della vita, proprio nel “suo” Olimpico che lo aveva visto vittorioso anche in settembre con la Roma, sei su sei i punti conquistati nella sua ex casa, non male.

Meriti ed episodi

Le partite le preparano, normalmente, tutti molto bene, soprattutto i tecnici italiani, poi, come sempre, lì vince chi ha episodi favorevoli.
Difficile dire chi abbia meritato il quarto posto.

La Lazio si è fatta preferire per gioco espresso, per qualità, e per continuità, anche se, nella stagione, qualche black out di troppo si è registrato, ha l’attenuante di aver giocato tante partite e di essere arrivata alla partita decisiva con qualche infortunio di troppo, su tutti Parolo, Luis Alberto e un incerottato Immobile, schierato ma non al meglio.

Ha avuto pure il merito di condurre il gioco per almeno 75 minuti, meritando il vantaggio, ma avuto anche due demeriti: il primo aver fallito il macht-ball di Crotone, con l’Inter moribonda per la sconfitta interna con il Sassuolo, la seconda, l’ha commessa il suo capitano Lulic facendosi espellere proprio un attimo dopo che l’Inter aveva trovato il pareggio per un giusto rigore concesso per un fallo di De Vry su Icardi.
Due errori fatali.

Ora si può fare demagogia sull’impiego di De Vry, promesso all’Inter, e anche illazioni, ma io credo che siano completamente fuori luogo.
L’olandese fino al momento del rigore era stato perfetto e sul rigore non è certo stato l’unico a sbagliare.

Siamo felici, piuttosto, di constatare che la gara sia stata ben arbitrata dall’arbitro mondiale Rocchi, che ha ben utilizzato il Var in occasione di un suo rigore assegnato all’Inter per un colpo di spalla di Milinkovic da lui visto di mano ( immaginate le polemiche se l’Inter avesse pareggiato con un rigore farlocco ? solo questo giustifica e certifica l’indovinata introduzione del Var), e anche sul doppio giallo a Lulic è stato impeccabile e non si è fatto condizionare da pressioni o altro, questo per evidenziare la differenza del pur bravo arbitro Orsato, che si è lamentato di non essere stato lui il prescelto per la Russia, ma che ora, magari, si capisce il perché.

L’Inter ha avuto il merito di avere in campionato una partenza super, tante vittorie consecutive, tanti mesi di imbattibilita’ e tanti mesi anche da capolista, poi si era spenta la luce, ma Spalletti, ha saputo ritrovare il bandolo della matassa.

Ha impostato Brosovic come play basso e la squadra, anche grazie all’innesto di gennaio di Rafinha, passati i due mesi oscuri si è ripresa, e anche quando ha sbandato è sempre rimasta attaccata alla partita, come ieri sera.

Certo il gioco, a dire il vero, non è mai stato spumeggiante, ma la solidità difensiva ritrovata( quarta difesa) i gol di Icardi ( capocannoniere con 29 gol al pari di Immobile) i pali colpiti ( 27, primato assoluto) gli autogol fatti ( 4, altro primato ) e comunque il suo scores con tutte le grandi ( due pareggi con il Napoli, vittoria e pareggio con Roma e Lazio e un pari e una sconfitta con la Juve, in una partita giocata in 10 per più di un ora e in vantaggio fino al minuto 89’) credo giustifichino e legittimino il suo quarto posto, anche perché conquistato in una finale in campo avverso e con la rivale che si avvaleva di due risultati.

Certo poi ogni tifoso può legittimamente pensare il contrario.

Spalletti ha fatto un ottimo lavoro, il percorso di crescita è notevole ( 13 punti in più rispetto alla scorsa stagione) è ovvio che tale risultato venga avvalorato con il quarto posto conquistato, seppur a pari merito con la Lazio, ma davanti per confronti diretti, ma sarebbe stato comunque un percorso valido anche con il quinto posto anche se il confine fra fallimento e stagione trionfale è, spesso, veramente labile.

Ora godiamoci i mondiali, anche se malinconicamente senza Italia e facciamo un grosso in bocca al lupo al neo CT Roberto Mancini, ne avrà bisogno.