178MILA POSTI DISPONIBILI, DISOCCUPAZIONE AL 2,7%: IL FLORIDO PIENO IMPIEGO SVIZZERO

Di MARCO CHINICO’

 

Disoccupazione globale solo al 2,7%. Diverse le aziende pronte ad offrire posti di lavoro. Quest’ultimi si stimano attorno ai 178mila. I disoccupati sono circa 137mila, 41mila le opportunità di occupazione completamente vacanti, finora mai assegnate. Questi sarebbero i numeri tirati fuori dal cilindro dalla X28 AG. Quest’ultima una società specializzata in analisi del mercato del lavoro, domiciliata nella città di Zurigo. Numeri che, in confronto a quelli da brivido del nostro Paese, testimoniano il momento storico più che positivo che sta vivendo la Svizzera. Una nazione, stando all’ultimo rapporto della Banca Nazionale Elvetica, datato 2016, di 8 milioni e 372mila abitanti; niente a che vedere con gli oltre 60 milioni che conta il nostro stivale, tantomeno con i problemi nostrani che, in confronto a quelli dei “crociati”, fanno venire capelli dritti, bianchi e orticaria sulla pelle. Al piacevole sapore della cioccolata, al fascino estetico degli orologi e all’immenso splendore della natura si aggiunge il respiro di una realtà a dir poco diversa da quella italiana, decisamente bella e soddisfacente: non a caso è il “paradiso terrestre” tanto ambito da chi, già da tempo, medita di fare le valigie ed espatriare. Considerato che il rumoroso referendum del Febbraio 2014, con tanto di “remake” nel Settembre 2016, finora si è rivelato una bolla di sapone, meditare di approdare nei “verdi prati di Haidi”, non è missione così impossibile.

La florida Svizzera”. E non si possono usare termini diversi per descrivere una terra, europea solo geograficamente, ma mai entrata nell’Europa istituzionale, tantomeno in quell’Unione Monetaria, da alcuni messa fortemente in discussione. Gode di una valuta, il Franco Svizzero, totalmente libera e non condizionata da diktat e “condicio sine qua non” della BCE. Moneta non proprio forte quanto l’Euro e il Dollaro USA, però circolante, protagonista in assoluto di sostanziosi giri d’affari che permettono alla Svizzera di crescere sempre di più, economicamente parlando. Il suo Prodotto Interno Lordo (PIL), infatti, ha conosciuto ultimamente un non indifferente incremento. Oltre il Gottardo ed il Sempione si spera in aumento sempre maggiore dello stesso, come spiega il Presidente del CDA di X28 AG, Dr. Cornel Muller. “Queste cifre riflettono lo sviluppo positivo dell’economia e la grande fiducia nel futuro delle nostre imprese”. Gli fa eco Jan-Egbert Sturm, Direttore del KOF, Centro di ricerche congiunturali del Politecnico di Zurigo. “Siamo in una fase congiunturale in cui tutto sta andando a meraviglia. Va tutto bene, in primo luogo, per l’industria svizzera d’esportazione, non più penalizzata dal franco forte. La valuta elvetica, infatti, si è progressivamente indebolita, prima nei confronti dell’euro e, poi, pure nei confronti del dollaro. Che la situazione sia rosea, per l’economia svizzera, lo dimostrano le previsioni di una crescita vigorosa del PIL che, quest’anno, dovrebbe toccare il 2,8%”.

Ragion per cui, anche il mercato del lavoro vede accrescere la sua forza. Carpentieri, idraulici e operai del settore metallurgico, le figure professionali ricercate ed in forte espansione. Chi proviene dalla scuola professionale, l’equivalente del nostro avviamento, ed inizia subito il suo percorso lavorativo direttamente in azienda, in questo momento storico ha maggiori opportunità di lavoro, rispetto invece a chi ha intrapreso la tradizionale carriera accademico-universitaria. Neuchâtel è l’unica realtà urbana dove, a livello locale, si vivrebbe il picco più alto di disoccupazione: +4,9% tra gli ultimi mesi del 2017 e gli inizi del 2018. Nella capitale, Berna, i disoccupati sono sotto l’1,9%. L’unico settore in forte crisi, se proprio dobbiamo parlare di uno stato critico con la C maiuscola? Il settore agricolo. L’Unione Agricoltori della Svizzera, non molto tempo fa, ha denunciato una carenza di personale in questo campo. Il Canton Ticino la zona dove questa crisi regna sovrana. Solo gli immigrati e richiedenti asilo, grazie soprattutto ad un interessante progetto partito qualche anno fa per favorire l’integrazione sociale, possono salvare questo settore. Degli Svizzeri, a quanto sembra “allergici” ad un eventuale lavoro di agricoltore, non si vede nemmeno l’ombra. Su questo capitolo, ci sarebbe parecchio da scrivere e sarebbe troppo lungo.

Tuttavia il piccolo e distorto neo, non offusca i dati più che felici decantati dalla X28 AG. Il “pianeta crociato” è e resta, tuttora, il Paese dove c’è più lavoro: il florido pieno impiego svizzero è legge ordinaria. Grazioso ritratto della meta più desiderata d’Europa e, forse, anche del resto del globo.