FALLI DA DIETRO – COMMENTO ALLA 38A GIORNATA DEL CAMPIONATO 2017-18

DI NELLO MASCIA

Meglio finirla qui.

Lode al campionato più combattuto d’Europa.

All’Olimpico il match mozzafiato per la Champions è dei Suniter.

Il gioco verticale degli Aquilotti entusiasma. Sono più squadra, giocano meglio e gestiscono bene.

Ma il Parapet è bravo ed ha culo, si sa.

Di suo azzecca tutti i cambi, giocandosi il tutto per tutto.

Eder per Candreva e addirittura il ragazzetto Karamoh per Rafinha che trasforma in calcio ogni pallone che tocca, ma è lento.

Poi è Stefan De Vrij, proprio lui, il chiacchieratissimo, a dare una mano.

Al 77 il dramma. Fallaccio su Wandicardi e rigore.

Completa la frittata capitan Lulic che franerà sul Brozo e si farà espellere.

Via libera alla crudele follia del calcio. Tre minuti da incubo.
Zuccata di Vecino e ribaltone.

Meglio finirla qui.

Sor Tuta ha regalato il calcio più bello della storia azzurra.

Un anno con tante cose da ricordare.
Un anno con qualcosa da dimenticare. Non basterà una vita.

L’imperatore nero allo Stadium sale a respirare l’aria degli angeli.

Sale ad aprire una nuvola come un cassetto.

E consegna al tifoso una lettera d’amore.

Il tifoso visse una settimana sospeso fra cielo e terra.

Finchè non arrivò la sera del sabato in quella non contemporaneità davvero ingiusta.

Bisognava andare a dormire prima quella sera. E non essere testimoni di quanto avvenne a San Siro.

Al Franchi il giorno dopo si giocava la partita della vita.

E all’appuntamento cruciale la squadra inspiegabilmente evaporò.

Era altrove. E non la ritrovarono più.

Meglio finirla qui.

Minuto 59 allo Stadium.

Matos entra in area dopo aver fatto fuori un paio di avversari.

Il Pomata gli va incontro e lo stende in area.

Niente rigore. Niente rosso. Niente di niente.

E’ il fotogramma di un campionato che è meglio finisca qui.

E’ anche l’ emblematico ultimo gesto da calciatore del Pomata.

L’arbitro sa che non deve rovinare la festa. Ed è emblematico anche questo.

Non sarà una bella festa.

Non può essere bella una festa se è macchiata da immagini di bare con i colori della squadra battuta.

Uscirà al minuto 63, il Pomata.

E dispenserà ancora una volta copiose lacrime che vorrebbero intenerire, ma che appaiono invece come sempre feroci e arroganti.

Non mi mancherà.

Altre lacrime mi commuovono.

Quelle di Andrés Iniesta Luján seduto a centro campo a notte fonda nel silenzio del Camp Nou. La sua casa, il suo rifugio. La sua vita. In uno scenario di straziante solitudine.

Quelle incredule e smarrite di Marcello Fonte.
Premiato come migliore attore a Cannes per aver messo per una volta finalmente tutti d’accordo: cinefili e cinofili.

Meglio finirla qui.

Resterà il goal meraviglia del Fiammante Fiammingo in autunno all’Olimpico.

Resterà il goal pazzesco di Brignoli al Vigorito contro l’esordiente Gennaringhio.

Resterà il dolore silenzioso di tutti gli spalti all’indomani della tragedia di Davide Astori.

Meglio finirla qui.

Ora devo trovarmi in fretta una squadra per la quale fare il tifo ai Mondiali.

Pubblicato da Nello Mascia Uno su Lunedì 21 maggio 2018