GIORGIA MELONI E IL GENERALE: DESTRA L’E’ MORTA

DI LUCIO GIORDANO

La bomba esplode intorno alle 15 di oggi. Notizia d’agenzia. Giorgia Meloni dichiara: ” Salvini è l’unico generale che si consegna al nemico dopo la vittoria, abbandonando le  sue truppe che ancora combattono”. Parole pesantissime, devastanti. Il funerale di quella che era un’alleanza elettorale, alla quale nessuno dotato di un minimo di arguzia aveva mai creduto veramente.

La destra radicale  di Lega nord , Forza Italia e Fratelli d’Italia è morta. Quell’accordo mai esistito e che era stato messo in piedi per ramazzare voti in un sistema elettorale ubriaco, è stato definitivamente ammazzato dalle parole come macigni dette dal segretario di Fdi. Il leghista  Centinaio, ospite di Tagadà su La 7, inizialmente esclude a priori che la Meloni possa aver usato frasi così affilate, colpendo la  giugulare dell’alleanza. Viene allora  recuperato il video e il povero esponente del carroccio allarga le braccia. Più che rassegnato, disperato.

Già, perchè da oggi in poi,  la Lega nord dovrà camminare sul filo e senza rete, senza protezione, senza la possibilità di tornare indietro, nel caso saltasse l’accordo tra i leghisti e i 5 stelle, che vive di sei voti di maggioranza soltanto. E se da una parte, come in Valle D’Aosta, gli uomini di Salvini stanno rosicchiando voti ai due ex alleati, tanto che i partiti di Berlusconi e Meloni insieme non hanno raggiunto nemmeno il 3 per cento, dall’altra la Lega deve reinventarsi completamente.

L’ex cavaliere aveva dato pochi giorni fa del traditore al segretario della Lega Nord. Adesso la Meloni va giù ancora più pesante. De profundis per davvero. Maledettamete a  rischio sono dunque  le varie giunte regionali del nord, dalla Liguria, al Piemonte, dal Veneto al Friuli. Gli elettori tirassero fuori dal cassetto le tessere elettorali. Presto infatti i quattro presidenti di regione salteranno. Inevitabilmente. E se fino a qualche settimana fa, anche meno, le mosse e le dichiarazioni  di Berlusconi e Salvini sembravano un sospetto gioco delle parti, adesso appare evidente che l’odio tra i tre partiti della destra radicale è ai livelli più alti dalla discesa in campo di Silvio del 1994.

Per loro, addio insomma al sogno di tornare alle urne e ottenere il 40 per cento. Quei voti sono un semplice travaso, dal Berlusca a Salvini. Nient’altro. A questo punto, ça va sans dire, prima di qualsiasi campagna elettorale, tra pochi mesi o tra cinque anni, questa legge va cambiata senza se e senza ma: Via il Rosatellum. Via soprattutto le coalizioni. Che a distanza di settanta giorni si sono rivelate una sonora presa per il culo. Ai danni degli elettori della destra radicale ma, soprattutto, ai danni degli italiani.