LISTA DEI MINISTRI TRA DUBBI E PRESSIONI

DI FRANCESCO ERSPAMER

Personalmente credo che la carica di presidente della repubblica dovrebbe essere soltanto onorifica e simbolica e priva di qualsiasi potere politico; ma capisco che la Costituzione possa essere interpretata in modo da consentirgli, in casi davvero eccezionali, di rimandare una legge al Parlamento o di rifiutarsi di nominare uno specifico ministro. Ma questo solo dopo aver esaminato quella legge e i nomi dei ministri proposti da chi sia stato incaricato a formare il governo. Invece, annunciare e pubblicizzare in anticipo la propria intenzione di sottoporre a severo scrutinio un governo sostenuto da una maggioranza parlamentare (e, per una volta, popolare) solo perché a lui non gradito, è un atto intimidatorio senza precedenti e gravissimo.
Non importa che fra poche ore Mattarella conferirà l’incarico alla personalità indicata dal M5S e dalla Lega e accetterà la lista di ministri che gli verrà sottoposta; importa che ormai resterà il dubbio che la scelta di queste persone possa essere stata condizionata dalle pressioni del presidente, ossia dei partiti e dei poteri che lo elessero al Quirinale, benché clamorosamente sconfitti alle elezioni. Fra i ministri dei passati governi ci sono stati personaggi come Maria Elena Boschi, Angelino Alfano, Marianna Madia, Stefania Giannini, Beatrice Lorenzin, Gian Luca Galletti, Enrico Costa, Roberta Pinotti: malgrado la mia opinione di loro non penso che il Colle avrebbe avuto il diritto di opporsi alla loro nomina; è inaccettabile che oggi si voglia far credere che un presidente della repubblica non eletto dal popolo abbia il compito di stabilire il valore e garantire l’integrità di un governo che goda della fiducia del parlamento.