PROGETTO USA: GUERRA FUTURA ALL’IRAN. FIN DA ORA GUERRA COMMERCIALE ALL’EUROPA

DI ALBERTO TAROZZI

Offensiva Usa contro l’Iran. Mr Pompeo (mi raccomando la pronuncia “Pòmpio” con l’accento sulla prima i a mascherare le italiche origini) si scatena: non crede alla lealtà degli iraniani sul nucleare e chiede controlli a raffica, non soddisfatto delle dichiarazioni dell’Agenzia internazionale preposta all’uopo. Accordo voluto dall’”infame” Obama saltato e sanzioni ammazzaeconomia in rampa di lancio a preannunciare pioggia di missili.

Ci mette anche qualcosa di più, tanto per far capire quale asse si stia costituendo: sospensione degli aiuti ai ribelli sciiti dello Yemen, per far gioire i sauditi; fuori dai piedi gli iraniani e i filoiraniani dagli angoli della Siria da cui è più facile colpire Israele, a far gioire Nethanyau. Di tutto e di più, una vera e propria intimazione di rinuncia alla sovranità nazionale, cui in quell’angolo di Medio Oriente tengono ancora parecchio.

Annuncio di una guerra prossima ventura, con gli Usa a fare da copertura all’alleanza tra Riad e Tel Aviv. Ora X se non prossima nemmeno tanto lontana. Tutto qui?

Per chi si ferma a una prima lettura parrebbe bastare. Viceversa basta non fermarsi alle prime righe e si vede che la guerra, un’altra guerra, è  già stata dichiarata. Chiamatela se volete guerra commerciale e aggiungete pure che il fronte nemico annovera avversari da mandare in miseria ed altri da ferire a titolo di preavviso, ma una cosa è certa: il nemico dichiarato si chiama Europa.

In cosa consiste la dichiarazione di guerra? Nella proposta di un’alternativa i cui connotati sono chiari: o la padella o la brace, si può liberamente scegliere. In cosa consistono i corni del dilemma?

1.Di fronte alle sanzioni contro l’Iran gli alleati di Washington possono condividerle e in tal caso vedranno andare in fumo un bel pacchetto di affari con Tehran, già in parte compromessi dal fatto che gli Usa impediscono alle banche occidentali di prestare agli iraniani i soldi coi quali acquistare le nostre merci, in primis quelle italiane.

2.Se invece gli alleati degli Usa non vorranno vedere i loro affari andare in fumo in terra persiana, facciano pure: gli Usa sanzioneranno anche loro (cioè noi) come fossimo degli sciiti qualsiasi.

Chiara l’alternativa? Ovviamente ci saranno paesi non solo europei danneggiati ed altri massacrati, ma questa è una questione, come dire, di secondo livello.

L’importante è che si cominci al più presto e che i danni a carico degli amati partner siano consistenti e duraturi, quale che sia la loro opzione, la 1 oppure la 2.

Ovvio constatare che in questa guerra anche l’Italia è in prima linea. Anche per questo il nostro Presidente della repubblica ha preavvisato che a lui, più ancora del premier del futuro governo, preme sapere i nomi dei predestinati all’Economia, forse come curatori fallimentari, e agli Esteri, come qualcuno capace di ammansire l’amico americano e limitare il numero delle tegole che ci cadranno sulla testa. A dire il vero pare che Mattarella voglia vederci chiaro pure sul predestinato alla Difesa. Su questo argomento però, al momento ci limitiamo a toccare ferro:  guerra sì, ma spereremmo di rovinarci solo sul terreno commerciale.