LIVORNO, CROLLA PAVIMENTO IN UNA SCUOLA: PROF VOLA GIÙ DA 3 METRI

DI CHIARA FARIGU

Solo qualche giorno fa a Fermo è crollato il tetto di un istituto tecnologico della cittadina marchigiana. Sfiorata la tragedia per un caso fortuito: il crollo è avvenuto un’ora prima che suonasse la campanella d’ingresso. La vetustà dell’edificio e le infiltrazioni d’acqua le cause del cedimento.
Oggi in una scuola superiore di Livorno a cedere è stato il pavimento … in CARTONGESSO (?) all’esterno di un laboratorio d’informatica. Una sorta di ballatoio, interdetto al passaggio e recintato da una ringhiera. Benché fossero solo le 8,20 faceva piuttosto caldo così, il professore, dietro richiesta degli allievi, ha scavalcato la recinzione per aprire la finestra e far circolare aria fresca. Il cartongesso ha ceduto ed il docente ha fatto un volo di 3 metri finendo al pronto soccorso in seguito alle ferite riportate alla schiena.
L’ennesimo incidente che riapre la polemica sulla sicurezza nelle scuole. Com’è possibile ci si domanda fare un pavimento di cartongesso in una scuola? Interdire il calpestio con del nastro colorato, una ringhiera o un cartello con su scritto “vietato l’accesso” non ha nulla a che fare col mettere in sicurezza (neanche provvisoriamente) una zona pericolosamente a rischio. Il prof, si sostiene, non avrebbe dovuto scavalcare visto il divieto. Anche perché all’apertura delle finestre, come quella sul ballatoio possono provvedere solo i custodi. Per la serie, anziché il docente, a fare il volo di 3 metri sarebbe dovuto essere il custode. Non se ne esce. Si aspetta il morto per correre ai ripari