MERITOCRAZIA, PANACEA DI TUTTI I MALI

DI VALERIA CALICCHIO

 Da destra a sinistra, gli ultimi 10 anni sono stati quelli dove si è imposta una parolina magica, “meritocrazia”. La panacea di tutti i mali contro pratiche politiche e tempi in cui si assumeva per conoscenza o peggio per raccomandazione, o dove si arrivava in posti di potere per meriti di altra natura. Una semplificazione comoda che rimuove però il problema di fondo (dare a tutti le stesse possibilità di poter crescere, istruirsi e quindi accedere nel posto che si “merita”. Ma questo è un altro discorso e attiene alla politica, non alla demagogia). Torniamo al doping da meritocrazia (sbandierato appunto da tutti per nascondere problemi ben maggiori): è quello che ha creato il mito dei “tecnici” in politica, quello che ha giustificato i robespierre che chiedevano a gran voce i curricula, dei rottamatori di ogni latitudine e infine di quelli che dovevano aprire il parlamento come una scatoletta di tonno. Tutti hanno cavalcato l’onda meritocratica e tutti sono rimasti vittime delle competenze (anche i cosiddetti populisti che in teoria potevano farne a meno) . Non deve meravigliare l’accanimento terapeutico contro Conte dunque, perché purtroppo figlio anche dei suoi nuovi sponsor politici. Ah in ultimo: le raccomandazioni restano con o senza curricula. Era meglio la parola equità, ma certo non si presta ad essere pronunciata con la bava alla bocca