BARBORA BOBULOVA, UNA DIVA TRA LE NEVI

DI MARIO COCO

Da un po’ di tempo, per delle strane leggi di mercato, una parte di pubblico è convinta erroneamente che per l’uscita di nuovi film italiani bisogna aspettare il festival di Venezia a settembre. A contrastare questo pensiero arriva oggi nelle sale “Hotel Gagarin”.
Il film, primo lungometraggio da regista di Simone Spada, prodotto dalla Lotus di Marco Belardi, vede muoversi in mezzo al gelo armeno Claudio Amendola, Luca Argentero, Giuseppe Battiston e due attrici particolarmente prolifiche del nostro cinema, ovvero Silvia D’Amico e Barbora Bobulova, che interpreta un personaggio meno audace rispetto alla prostituta della D’Amico ma senz’altro pieno di sfumature.
Pluripremiata tra il 2005 e il 2006, l’attrice svedese, dopo varie esperienze recitative in patria e un notevole studio teatrale, ha esordito in Italia nel film televisivo “Intruso” (1996) di Claudio Sestrieri, con Valerio Mastandrea, grazie al quale viene subito notata dai nostri registi. Nel 1997 gira, infatti, “Il Principe di Homburg” di Marco Bellocchio e l’anno successivo interpreta Margherita in “Ecco Fatto” di Gabriele Muccino. Seguono due parentesi religiose, quali “San Paolo” (2000) di Roger Young e “Padre Pio – Tra cielo e terra” (2000) di Giulio Base. Acclamata dal pubblico e dagli addetti ai lavori, viene chiamata da Carlo Lizzani per “Maria José – L’ultima regina” (2002), ma allo stesso tempo non perde l’occasione di recitare in fiction e film dallo stile più popolare. Gira, infatti, la versione di Fabrizio Costa de “La Cittadella” (2002) e per il cinema “Il siero della vanità” (2004) di Alex Infascelli.
Nello stesso anno arriva il vero, grande successo grazie ai film “La Spettatrice” di Paolo Franchi e qualche mese dopo a “Cuore Sacro” (2005) di Ferzan Ozpetek, grazie al quale vince il Nastro d’Argento europeo e il David di Donatello, il Globo d’Oro e il Ciak d’Oro come miglior attrice protagonista.
Acquisita tale fama, viene diretta nei ruoli più disparati da numerosi registi. Passa così da Giovanni Veronesi in “Manuale d’Amore 2” (2007) a Christian Dugay in “Coco Chanel” (2008), da Michele Soavi ne “Il sangue dei vinti” (2008) a Claudio Fragasso ne “Le ultime 56 ore” (2010), da Carlo Vanzina in “Ti presento un amico (2010) a Sergio Castellitto ne “La Bellezza del Somaro” (2010).
Un altro titolo importante per la sua carriera è senza dubbio “Immaturi” (2011) di Paolo Genovese. Il successo del film le permette di sperimentarsi successivamente senza sosta. E’ protagonista di puntata in un episodio de “Il Commissario Montalbano” (2013) di Alberto Sironi, e gira allo stesso tempo “Closed Circuit” (2013) di John Crowley e “Una piccola impresa meridionale” (2013) di Rocco Papaleo.
Nel 2014 partecipa all’acclamato film “Anime Nere” di Francesco Munzi, cui seguono “Lasciami per sempre” (2017) di Simona Izzo e “Cuori Puri” (2017) di Roberto De Paolis, con la bravissima Selene Caramazza, Simone Liberati, Edoardo Pesce e Antonella Attili, grazie al quale viene candidata come miglior attrice non protagonista ai Nastri d’Argento.
Da oggi in poi la possiamo invece ammirare in “Hotel Gagarin”, film al quale prende parte anche Philippe Leroy e che, forte del cast, della fotografia di Maurizio Calvesi e dell’ufficio stampa delle istancabili Claudia Alì e Desirée Colapietro, otterrà sicuramente degli ottimi consensi.