ECCO CHI E’ PAOLO SAVONA. SUL SUO NOME SCONTRO TRA LEGA E QUIRINALE.

DI CLAUDIA SABA

Ora che Giuseppe Conte ha ricevuto, dal Capo dello Stato, l’incarico di formare il nuovo Governo, diventa quasi certa anche la nomina di Paolo Savona.
Il suo nome è stato indicato dalla Lega come successore di Pier Carlo Padoan.
Paolo Savona ha 82 anni e un curriculum di tutto rispetto.
Dirigente della Banca d’Italia, economista, dirigente d’azienda, rappresentante di Confindustria e ministro alle Partecipazioni statali nel governo Ciampi tra il 1993 e il 1994.
A capo delle Politiche comunitarie nel 2005 con il governo Berlusconi, si è occupato della stesura del Programma per l’Occupazione, che l’Italia redasse nel 2005 per l’Unione Europea.
Fu lui che quando l’Italia firmò il Trattato di Maastricht nel 1992, si oppose, convinto che il nostro Paese si stesse vincolando con impegni troppo grandi che mai avrebbe potuto rispettare.
Savona non propende per l’uscita dall’Euro. Mira, invece, all’organizzazione di un piano nel caso fossimo costretti a farlo oppure, in alternativa, ottenere la possibilità di modificare i patti che ruotano intorno alla moneta unica.
È un esperto di trattati europei che ha, infatti, contribuito a scrivere.
Carlo Azeglio Ciampi, uno dei presidenti più europeisti, lo nominò suo ministro di gabinetto 25 anni fa proprio per le sue qualità tecniche e politiche oltre che per la sua grande preparazione ed esperienza professionale.
Con la nomina di Savona a ministro dell’Economia potremmo avere una personalità capace di chiedere a Bruxelles modifiche sui trattati, senza creare eccessive tensioni. Per contro, i mercati potrebbero intenderla invece, come volontà da parte dell’Italia, di voler uscire dall’euro.
Nel suo ultimo saggio “Come un incubo e come un sogno”, Paolo Savona spiega bene il suo pensiero. “Non ho mai chiesto di uscire dall’Euro, ma di essere preparati se, per una qualsiasi ragione, fossimo costretti a farlo”.
Le due fragilità dell’Italia, per Savona, sarebbero le rendite e l’assenza di legalità. Due debolezze che, con l’ingresso in Europa si sarebbero aggravate. L’Europeismo parte da ottimi principi ma, secondo Savona, destinato al fallimento e il problema principale partirebbe da Berlino.
Lo ribadisce ancora nell’ultimo libro:”La Germania non ha cambiato la visione del suo ruolo in Europa dopo la fine del nazismo, pur avendo abbandonato l’idea di imporla militarmente”.
L’Euro rappresenterebbe per lui, l’arma con cui l’Italia è tenuta in uno stato di sudditanza. Da qui l’idea dell’economista di preparare piani alternativi all’Euro.
Ai vertici di Impregilo, Gemina e Aeroporti di Roma fino alla presidenza di Euklid, incarico quest’ultimo, lasciato proprio ieri da Savona per “sopraggiunti impegni pubblici”.
Decisione questa, che lascia intendere la sua imminente nomina a Ministro dell’Economia per il nuovo Governo Conte.