GUAI A QUANTI SI FANNO IDOLATRI DEL DIO DENARO

DI LUCA SOLDI

Francesco ci ricorda oggi in modo forte che «la povertà è al centro del Vangelo. E la predica sulla povertà è al centro della Parola di Gesù: Beati i poveri è la prima delle Beatitudini: E la carta d’identità, la carta identitaria con la quale si presenta Gesù quando torna al suo villaggio, a Nazareth, nella sinagoga, è: Lo Spirito è su di me, sono stato inviato ad annunciare il Vangelo, la Buona Novella, ai poveri, il lieto annunzio ai poveri. Ma sempre nella storia abbiamo avuto questa debolezza di cercare di togliere questa predica sulla povertà credendo che è una cosa sociale, politica. No! E’ Vangelo puro».

Nessuno sconto ai cultori dell’io che prevale sul noi.

Nessuna confusione dei teoremi sui tutti uguali.

Quanti sono avanti devono guardarsi indietro e stabilire una più giusta distanza che non umili il senso  dell’esistenza su questo mondo.

 «Guai a voi ricchi!» è il grido di Papa Francesco nella predica di Santa Marta riporta al centro della sua riflessione il tema della povertà secondo quanto insegnato nel Vangelo. «La prima invettiva dopo le Beatitudini nella versione di Luca: Guai a voi ricchi. Se uno oggi facesse una predica così, i giornali il giorno dopo scriverebbero: Quel prete è comunista!».

Il Pontefice osserva che le ricchezze vengono sempre più idolatrate e «finiscono per distruggere il rapporto armonioso fra noi uomini, rovinano la vita, rovinano l’anima». Parole durissime. Il Papa ricorda poi la Parabola del ricco che pensava solo alla «buona vita, alle feste, alle vesti lussuose, e del mendicante Lazzaro, che non aveva nulla. Le ricchezze ci portano via dall’armonia con i fratelli, dall’amore al prossimo, ci fanno egoisti».

L’egoismo torna al centro delle preoccupazioni e diventa il sentimento che si riflette sulla società e nelle scelte quotidiane. Anche qui, in Italia, per salvare i grandi capitali si lascia la gente senza lavoro. Va contro il secondo comandamento e chi fa questo: «Guai a voi!. Non io, Gesù. Guai a voi che sfruttate la gente, che sfruttate il lavoro, che pagate in nero, che non pagate il contributo per la pensione, che non date le vacanze. Guai a voi! Fare sconti, fare truffe su quello che si deve pagare, sullo stipendio, è peccato. Questa ingiustizia è peccato mortale. Non sei in grazia di Dio. Non lo dico io, lo dice Gesù, lo dice l’apostolo Giacomo. Per questo le ricchezze ti allontanano dal secondo comandamento, dall’amore al prossimo».