LA SICUREZZA DEL VOLO NON SI APPALTA


DI SONIA CAVICCHIA
È quanto afferma il sindacato USB nel suo comunicato stampa e quanto specificato nel corso della conferenza stampa di Luca Pastorino sul tema “Internalizzazione di Techno Sky in ENAV” che si è tenuta alla Camera dei Deputati mercoledì 23 maggio 2018.
Presenti di fronte ai giornalisti ed ai convenuti l’on. Luca PASTORINO di LeU, Segretario dell’Ufficio di Presidenza Camera dei Deputati, Sergio BELLAVITA, dell’Esecutivo Nazionale USB Lavoro Privato e Francesco STACCIOLI, coordinatore nazionale USB Trasporto Aereo.
Secondo i relatori la situazione italiana dei servizi tecnici dell’assistenza al volo registra una situazione unica nel panorama mondiale, un’azienda privatizzata al 49% con un servizio strategico per la sicurezza al volo e quella nazionale fornito esternamente ad essa in contrasto con le norme e le raccomandazioni dei vari enti ed associazioni internazionali che si occupano di sicurezza del volo.
Il problema non sarebbe evidente nell’immediato, la sicurezza del controllo del traffico aereo non è in discussione ed ENAV fornisce un servizio di eccellenza, ma di prospettiva in un ottica di miglioramento della stabilità gestionale e dell’efficienza economica e strutturale dell’ente che controlla gli spazi aerei nazionali.
I servizi tecnici dell’assistenza al volo sono descritti come strategici ed imprescindibili nei regolamenti per la sicurezza al volo ed affiancati a quelli del controllore per la certificazione ed il controllo delle professionalità degli addetti, per questa ragione nel 2006, a seguito dell’approvazione di nuovi più stringenti regolamenti europei per la sicurezza del traffico aereo, lo stato spese 108 milioni di euro per l’acquisizione del solo personale tecnico che mancava ad ENAV e che avrebbe dovuto essere in essa incorporato ponendo fine al dannoso sistema degli appalti fino ad allora utilizzato.
Al contrario, la scelta dell’ente, che sarebbe stata in contrasto con quella del Governo, fu di porre il servizio in affidamento “in house”, cioè appaltare all’ente stesso una attività propria e già di sua proprietà generando un’altra società partecipata dello stato che però sfuggiva per caratteristiche di urgenza al decreto che vi voleva porre fine.
Secondo il sindacato USB una ulteriore modifica delle leggi comunitarie che prevede gare internazionali per questo tipo di appalti potrebbe mettere in pericolo questa attività strategica che potrebbe essere persa a favore di aziende straniere se non fosse presto stabilizzata e realizzando proprio quello che il governo voleva evitare nel 2006.
I relatori hanno evidenziato come i lavoratori non chiedano denaro ma solo dignità e stabilità per la loro delicata ed unica professionalità e che l’azione congiunta del sindacato e della politica potrebbero risolvere facilmente il problema nell’interesse nazionale assorbendo semplicemente il personale oggi in Techno Sky in ENAV e sciogliendo l’ormai inutile scatola vuota della partecipata al 100% razionalizzando i costi di gestione e realizzando nel contempo la massima sicurezza possibile nella gestione del traffico aereo.
È stato anche evidenziato come ENAV abbia prodotto oltre 100 milioni di euro di utile netto nel 2017 e distribuito ai dirigenti quasi 4 milioni di euro in premi e che, quindi, eventuali costi di transizione dei sistemi per l’accorpamento aziendale siano da considerare risibili nel contesto generale che ha viste, inoltre, una aumento del traffico aereo e dei conseguenti ricavi dovuti alle tariffe di volo che si prevedono in ulteriore crescita.
Pastorino ed USB hanno anche specificato a lato della conferenza come l’internalizzazione di aziende “satellite” partecipate, tramite l’accorpamento, è pratica comune in economia perché riduce i costi, gli sprechi, migliora l’efficienza e nello specifico caso è in grado persino di migliorare la garanzia della già grande sicurezza del controllo del traffico aereo e dei confini aerei nazionali.
La campagna per l’internalizzazione è portata avanti dai lavoratori anche attraverso un sito web, www.internalizzazione.it, dove spiegano le loro ragioni e sarà oggetto di altre iniziative parlamentari e non.