DOVE STA IL BUON SENSO NEL BRACCIO DI FERRO SU SAVONA?

DI STEFANIA DE MICHELE

Dove sta il buon senso nel braccio di ferro su Savona? Mi astraggo dalle mie eventuali simpatie e cerco di ragionare: il Capo dello Stato nomina il premier e, su proposta di questo, i ministri. Il veto a oltranza su un nome lo immagino, in funzione barricadera, solo nei confronti di persone di non specchiata caratura morale, con pendenze giudiziarie o senza le competenze necessarie (non mi sembra il caso di Savona). Diversamente, il Presidente della Repubblica sarebbe in grado di incidere sugli indirizzi politici (e non mi pare che, da guardiano della Costituzione, sia sua prerogativa) e scegliere un ministro dell’Economia che nulla c’entri con il programma economico dei partiti usciti vincitori dal voto. Che poi, Savona non sarebbe male: keynesiano e critico (eufemismo) nei confronti della Germania.