SIAMO DAVVERO UNO STATO LIBERO?

DI CLAUDIA SABA

“Sono davvero arrabbiato”.
Lo ha scritto Matteo Salvini sulla sua pagina Facebook subito dopo l’ultimo incontro avvenuto tra il presidente Sergio Mattarella e il premier incaricato Giuseppe Conte. Poco dopo, si è aggiunto il “like” di Luigi Di Maio.
Il motivo è chiaro.
Savona non è gradito allo spread, alle banche, all’Europa degli interessi economici e, di conseguenza, neppure al Quirinale.
È ciò che traspare chiaramente tra silenzi e parole smentite, subito dopo averle pronunciate.
Certo, ammettere che il nostro governo debba prendere ordini dall’alto, e’ avvilente.
Mi viene da pensare che certe ingerenze tedesche
siano parte di una Guerra non ancora finita.
Una guerra silente perché non ci sono i rumori degli spari, ne’ quelli delle bombe che uccidono e neppure quelle dei lamenti provenire dai lager dove, tanti ebrei e troppi italiani, morirono soffocati dal gas o bruciati nei forni crematori.
No, nulla di tutto questo.
Ma forse è ancor peggiore questo non sentire sulla nostra pelle, nelle nostre orecchie, quel fragore che arriva da un paese alla deriva, dalle grida mute di
famiglie disperate senza più un lavoro, da giovani che scappano senza più un futuro.
Persone che muoiono di depressione, portate alla follia da quel male all’anima, sempre più dilagante.
Si perché è innegabile che abbiamo perso serenità, voglia di vivere, benessere.
È innegabile che questo sottostare a certi diktat imposti da una Germania travestita da “Buona Europa”, ci rimandino all’immagine di una dittatura, nemmeno più tanto velata.
Se siamo il paese che da solo detiene il triste primato europeo di un consumo sempre più alto di antidepressivi nella zona euro, un motivo ci dovrà pur essere!
È una follia che Paolo Savona non sia accettato da Mattarella solo perché sarebbe nemico di Angela Merkel.
Come sarebbe inopportuna l’ingerenza del Colle in una Repubblica parlamentare come la nostra.
La giornata di ieri ha visto l’italia attaccata pesantemente dalla stampa tedesca.
In particolare da una vignetta della
Suddeutsche Zeitung
dove Salvini è rappresentato come la “Peste”e Luigi Di Maio come il “Colera” che, insieme, spingono in barella l’Italia malata.
Si farà un Governo o
torneremo alle urne?
Impossibile fare pronostici.
L’Europa, avrà anche fermato la guerra delle bombe, ma il prezzo che paghiamo, è la nostra libertà.