PANZANE A GOGO’ DA MICHELE SANTORO. MA STAVOLTA SUCCEDERA’ QUALCOSA

DI NANDO DALLA CHIESA

Giovedì sera scorsa la tivù di Santoro (Rai3) ha allestito una puntata  di originalità imprevedibile: la trecentosettima trasmissione televisiva sui misteri del caso Moro. Sono stati invitati esperti di grido, studiosi di livello, autori di libri e ricerche memorabili. Come tale Gero Grassi, che Santoro ha pescato dalla Commissione parlamentare di inchiesta e che è passato alla cronaca umoristica per avere sostenuto che in via Fani, al momento dell’agguato ad Aldo Moro, c’erano i rappresentanti di almeno tre servizi segreti stranieri e pure quelli delle maggiori organizzazioni mafiose. E’ uno dei massimi esperti, si è detto di questo Gero Grassi (nemmeno lontano parente di Libero Grassi, è ovvio). Il quale è stato invitato conoscendo perfettamente il suo repertorio, anzi probabilmente proprio per quello. Tra cui è brillata ancora una volta la reiterata accusa a mio padre di essere stato iscritto alla P2. E di essere stato leale all’Antistato. Mentre i ragazzi a Palermo, in occasione del 23 maggio, facevano il suo nome con gratitudine come esempio dello Stato che non ha ceduto ai poteri mafiosi, il servizio pubblico, per voce di questo “esperto” invitato da Santoro, ha invece indicato mio padre come leale all’Antistato.
Vero, la trasmissione ha fatto il mirabolante share del 3 per cento. Ma la questione resta: se si possa impunemente diffamare un martire della lotta alla mafia sostenendo ciò che non sta scritto su nessun documento e in nessuna inchiesta. Ma stavolta le mie sorelle e io, parola d’onore, non rimarremo fermi. Non ci faremo condizionare dallo scrupolo di lasciare a ognuno le sue opinioni. Queste non sono opinioni. Sono calunnie, diffamazione pura. E Santoro non è la prima volta che le ospita. Per due volte ha presentato un maresciallo delle allora guardie carcerarie, Angelo Incandela, come “braccio destro” di mio padre, un braccio destro da me mai sentito o visto, per fargli dire cose da pazzi, che ho contestato punto su punto dai giudici di Palermo. La seconda volta intervenni in trasmissione chiedendo un confronto con quel signore, Santoro promise di sì poi fece di no. Stavolta, siccome nel frattempo Incandela è morto, gli ha fatto ripetere le sue cose da pazzi attraverso un attore. Direi che c’è del metodo nella scelta di questi “esperti”.

In ogni caso le mie sorelle e io abbiamo deciso le seguenti cose. La prima, certissima, è di fare causa penale e civile a questo Gero Grassi, deputato uscente del Pd (avete capito bene: Pd; e questo spiega anche lo stato del partito, e perchè con questi personaggi dentro non potesse che andare alla disfatta elettorale); e di valutare poi le altre situazioni personali per agire di conseguenza. La seconda, udite udite, è di organizzare prossimamente a Milano una grande serata pubblica sui “misteri del caso Moro”, del “caso Tobagi” ecc. Così, documenti, storia e logica alla mano, ridicolizzeremo le tesi degli “esperti”. Non solo, faremo recitare i loro discorsi e scritti da dei comici, per restituirli alla loro naturale misura. Nei prossimi giorni fornirò data, luogo e relatori. Venite in massa, vi assicuro che vi divertirete.
P.S. E ricordate bene: J. F. Kennedy non è morto, ma se la spassa in un’isola davanti alla Florida; Jim Morrison è stato fatto fuori dalla Cia per la sua musica eversiva; mentre Curcio era un capitano dei carabinieri. Me l’ha detto un esperto….