RIFLESSIONI IN LIBERTA’

DI STEFANIA DE MICHELE

Riflessioni in libertà.
Ci sono a mio avviso due passaggi che, se pure di diverso segno e caratura, sono forieri di una violenza politica inaudita. Da una parte il braccio di ferro di Salvini sul nome di Savona. Una scelta che gli consente di fare fuori il Berlusconi bollito (in caso di fiducia a Cottarelli) e di far fare la figura del bamboccio qual è a Di Maio che , troppo entusiasta, avrebbe potuto sollecitare un altro nome, pur leghista. Battaglia pretestuosa insomma per tornare al voto più forte, se non accade l’imponderabile, e cioè il governo neutrale dei perdenti trova i numeri. L’altro passaggio violento è quello di Mattarella che ha avocato a sé l’indirizzo economico del Paese e fomentato milioni di italiani a gridare all’inutilità del voto.. Non ha forse il presidente il potere di rinviare le leggi alle Camere, quando approvate? Non poteva vigilare in corsa? E Salvini non poteva fare di realpolitik virtù e perseguire il programma per cui è stato eletto per altre vie? Tra questi due poli, un sacco di gente vociante, incazzata, senza misura.