CAOS TOTALE. SI TORNA AL VOTO IL 29 LUGLIO?

DI LUCIO GIORDANO

Sono le 18 e 18 del 29 maggio  e la situazione è in costante evoluzione. Carlo Cottarelli ha lasciato da poco  il Quirinale senza aver accettato l’incarico.  Anche se il portavoce del Quirinale in una nota che convince pochi, precisa che ha solo bisogno di più tempo per la lista dei ministri. Una bomba alla nitrogliecerina.  La situazione si fa incandescente.  E’ inedita, davvero mai vista. Perchè il presidente incaricato ha deciso di andarsene? Sono tante le ipotesi: c’entra di sicuro, per dirla con Pierferdinando Casini, l’euro stupidità del commissario europeo al Bilancio, Gunther Oettinger, per l’intervista rilasciata a Deutsche welle in cui dichiarava “I mercati insegneranno agli italiani a votare nel modo giusto”. Dichiarazioni con il bazooka che hanno giustamente fatto inalberare tutto il parlamento del nostro Paese. Il sapore, come sostengono in molti, è quello   da avvertimento mafioso. “Come si permette la Germania di interferire sulle elezioni italiane? “-

Ma non è solo quello. Cottarelli ha capito  che non avrebbe ottenuto nessun voto di fiducia e, anche se non almeno ufficialmente, ha preferito rinunciare. Ha subodorato che tutti i partiti vogliono andare al voto subito e allora si è arreso. Certo, andare al voto senza cambiare questa oscena legge elettorale, con le coalizioni farlocche ( Salvini e Berlusconi rivali, ma alleati il 4 marzo),  che ha creato un corto circuito dai livelli inauditi, è una follia. Ma è follia  la politica di questi mesi con i partiti sull’orlo di una crisi di nervi. Tutti, nessuno escluso.

Gli italiani, chiamati probabilmente al voto il 29 luglio, in piena estate con tutto quello che ne consegue, per dare un segnale forte, dovrebbero annullare la scheda e mandare a casa una classe politica a dir poco imbarazzante. Tutta. Con un Paese sotto  schiaffo dei mercati, con la borsa che ha perso anche oggi il 2.65,  con l’attacco violento degli squali della finanza, i partiti  avrebbero dovuto trovare un accordo, una pace politica per rispondere alla grecizzazione che ci attende. E invece, a cominciare da Salvini che si sentiva una volpe della politica e che  secondo molti è  solo un kamikaze con il culo dell’Italia,  che ha barattato i suoi interessi personali e di partito con il bene del Paese, ci ritroviamo ad un passo da nuove elezioni. In piena estate. Oltre a paletta e secchiello, portatevi anche la tessera elettorale. Purtroppo vi potrebbe servire.