COTTARELLI E’ UN ERRORE DI MATTARELLA. ED E’ L’ASSIST PERFETTO PER I SUOI ACCUSATORI

DI GIULIO CAVALLI

Uscendo dalla buriana di queste ore tra colpi di Stato urlati da tutte le parti (c’è chi urla di averlo subito ed è lo stesso che gli altri accusano di avercelo in mente, c’è un Presidente della Repubblica minacciato di morte e santificato: roba da campetto dell’oratorio, come al solito) varrebbe la pena valutare l’incarico ricevuto da Cottarelli dal punto di vista politico, al di là del tifo, e riconoscere che Mattarella oggi ha compiuto un errore che sarà decisivo alle prossime elezioni. Proviamo a sforzarci di leggere le parole del Presidente della Repubblica di ieri: dice Mattarella (e si può essere più o meno d’accordo) che l’uscita dall’Euro e la politica monetaria che Savona avrebbe rappresentato come ministro dell” economia non è stata  discussa in campagna elettorale e non può essere perseguita da una coalizione che non esisteva al momento del voto. La radicalizzazione sulle politiche europee a cui assisteremo nei prossimi mesi sarà inevitabilmente la conseguenza dell’invito del Presidente della Repubblica: “se volete uscire dall’Euro ditelo” e c’è da scommetterci che qualcuno lo urlerà ancora più forte (no, non Salvini, che perderebbe parecchi voti del nord produttivo). Ma se davvero il tema è una maggioranza che non è uscita dalle urne allora non c’è nulla di più facile che tornare alle urne. No? Perché non votare quindi? O meglio, per essere più precisi: perché non coinvolgere la maggioranza parlamentare (e Salvini e Di Maio sono maggioranza parlamentare) e la minoranza per un percorso che porti al voto il più velocemente possibile? Un governo di transizione (che non si capisce bene cosa debba fare transitare) che non troverà voti in Parlamento e che è diretta espressione del Presidente della Repubblica è un ottimo assist a chi negli ultimi anni ha contestato governi tecnici e non eletti da nessuno. Questo governo sarà così. Semplicemente. E se davvero il Presidente della repubblica vede come unica soluzione un esterno per accompagnare questa legislatura a una svelta conclusione che bisogno c’era di incaricare un economista (ancora, sempre per quel vecchio discorso della politica che dovrebbe governare l’economia e mica il contrario) che da sempre fa rima con austerity e taglio della spesa agevolando così la narrazione di chi teme i tagli come unica soluzione imposta dall’Europa? Inoltre: perché nominare un tecnico che proviene comunque da un ruolo fortemente politico come quello di Cottarelli (che fu stretto collaboratore di Letta) tra l’altro in un momento in cui quella parte politica è uscita inequivocabilmente sconfitta dalle ultime elezioni? Davvero non era possibile trovare una figura più libera da apparentamenti

partitici? E, in ultimo: che senso ha incaricare come presidente del consiglio (seppur breve, seppur tecnico, tutto quello che volete) che non troverà voti in Parlamento tranne quelli della minoranza uscita sconfitta dalle elezioni?

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