L’ANGELO DEL MALE. SETTEMBRE 1975

DI PAOLO VARESE

Erano due belle ragazze Rosaria e Donatella, ed erano oneste, felici della loro giovinezza, senza eccessi, senza grilli per la testa. Due sognatrici amanti dei fotoromanzi, quei film fatti di fotografie che andavano di moda negli anni 70. Provenivano da un quartiere popolare, quindi quando un amico comune gli presentò quei due bravi ragazzi, Guido ed Angelo, rimasero colpite dai loro modi educati, dal loro comportamento. L’invito ad andare con loro ad una festa il 29 settembre sembrò innocuo e divertente, così accettarono con piacere. Due ragazze invitate ad una festa con gente diversa da quella che conoscevano, un nuovo ambiente, oltretutto di gente dei quartieri alti. I vestiti adatti per l’occasione, forse un po di trucco, altri piccoli sogni da scartare piano, e poi il viaggio in macchina assieme a loro, fino ad arrivare alla villa. Ma non era Lavinio, come gli era stato detto, si trattava invece di Punta Rossa, sul promontorio del Circeo. La rassicurazione di andare assieme al proprietario della villa, Andrea, ma dopo aver fatto qualche chiacchiera, ascoltato musica. E poi il sogno pian piano che si sgretolava, battuta sessuale dopo battuta sessuale. Le avances divennero pesanti, inopportune, e Rosaria e Donatella iniziarono ad innevosirsi, ed i ragazzi reagirono male, tanto da tirare fuori una pistola. Il sogno che divenne incubo, un giorno ed una notte di violenza sessuale, sevizie, botte, tante, mischiate con insulti a loro come donne, come appartenenti ad un ceto inferiore, a loro come ragazze semplici, inutili. E poi la droga, che le stordì del tutto, tra la paura ed il dolore. Rosaria venne portata di peso in bagno, picchiata ancora, e poi annegata nella vasca da bagno. Una persona normale può immedesimarsi solo nella vittima, perchè è impossibile anche solo cercare di immaginare quale piacere possa provocare una azione del genere. Eppure i tre amici compirono questo gesto con assoluta freddezza, tanto che Guido era tornato a Roma per cenare con i suoi genitori per poi tornare, come nulla fosse, in quella villa, per continuare il suo oribbile divertimento. Donatella riuscì a trovare un telefono, ma non fece in tempo ad usarlo: una spranga di ferro le si abbattè sul cranio. Si finse svenuta Donatella, ma nonostante il dolore era cosciente, sentiva tutto, anche quando il cofano del portabagli della 127 si chiuse su di lei, ed anche quando i tre ridevano e sbeffeggiavano le vittime. E Rosaria giaceva accanto a lei. I tre lasciarono l’auto vicino casa di Guido, per andare a cena in un ristorante. E allora Donatella fece passare un po di tempo e poi iniziò a gridare, a scalciare contro il cofano, ed un metronotte sentì le grida dando l’allarme ai carabinieri. Gli uomini dell’arma liberarono la ragazza, e la portarono in ospedale, dove le vennero riscontrati diversi danni fisici. Il danno mentale non venne preso in considerazione, inizialmente, ma la povera Donatella non riuscì mai a riprendersi completamente. Impossibile dimenticare tanto orrore. Angelo e Guido vennero subito arrestati, ma il coraggioso Andrea scappò, avvisato da qualcuno, e quando i carabinieri andarono al Circeo trovarono sua madre e suo fratello, che probabilmente stavano cancellando le tracce del fatto. Cancellare come fosse una macchia sporca, andando oltre l’amore per un parente, ma cavalcando le stesse onde mentali. Andrea scrisse agli amici che sarebbero usciti presto, e che lui avrebbe ucciso Donatella se avesse testimoniato contro di loro. Eroe anche in quella occasione. Angelo e Guido vennero condannati all’ergastolo, poi per il secondo, che nel frattempo era evaso, la pena fu ridotta a 30 anni perchè si pentì, mentre Angelo usufruì della semi libertà, e lui mostrò la sua vera natura, se ce ne fosse stato bisognò, uccidendo una donna e sua figlia, colpevoli di essere congiunte ad un pentito della Sacra Corona Unita, in un perverso e contorto e malato codice di onore. Nuovo processo, condanna a doppio ergastolo per queste ultime brutalità, che ricadono moralmente su chi premette per concedere la libertà alla mente perversa della notte del 1975, il leader dei tre balordi, colui che li ispirava. Andrea sembra che morì in Spagna, dopo essere stato espulso dalla Legione Straniera per abuso di stupefacenti, ma il DNA ricavato dopo l’esumazione del cadavere venne indicato, dalla famiglia di Donatella, come quello di un parente. Un dubbio che però non convinse i periti, certi di quanto da loro esaminato. Così nel tempo quel massacro è stato dimenticato, l’angelo del male, Angelo Izzo, pose fine a due vite, perchè Donatella morì dentro incapace di rifarsi una vita serena dopo quel dolore. E nel 2016 Angelo Izzo raccontò ai magistrati che lo interrogavano di un altro omicidio, compiuto ai danni di una ragazzina di 17 anni sempre nel 1975. Rapimento, stupro ed omicidio di una vergine, scelta per la sua illibatezza. Altro dolore, altri ricordi da non lasciar svanire, perchè certi episodi debbono servire a migliorare il futuro, ma il presente non sembra dargli ascolto.