SALVINI E LE PEN: CENA DA 401 EURO A TESTA. SECCA SMENTITA DI LEGA E FN

DI ANNA LISA MINUTILLO

Ancora indiscrezioni, ancora la stampa a darne notizia ed ancora per l’ennesima volta in questa situazione il motivo del contendere riguarda la vita di due esponenti politici di rilevo, Marine Le Pen e Matteo Salvini, che a spese dell’Unione europea, si sarebbero concessi cene in uno dei migliori e costosi ristoranti di Parigi il Pavillon Ledoyen, situato vicino agli Champs Elysées. Il conto che viene presentato ammonta a 401 euro a testa, la giustificazione presentata è quella di una cena svoltasi per motivi diplomatici. La Lega chiaramente smentisce: «Sulle presunte cene rimborsate dal gruppo Enl (Europa delle nazioni e delle libertà) si precisa che Matteo Salvini non vi ha mai partecipato né a Parigi, né altrove. Stesso discorso per gli altri parlamentari e componenti dello staff della Lega». Il gruppo Enl è composto da 36 eurodeputati, più della metà dei quali membri del Front national, ma ne fanno parte anche Salvini, esponenti del partito olandese di Geert Wilders Pvv, nonché del partito austriaco di estrema destra FPÖ. La notizia delle spese irregolari era già emersa lo scorso 5 marzo: era filtrata infatti una bozza di parere consultivo della commissione per il controllo dei bilanci dell’Europarlamento, svelata dal sito di informazione francese Mediapart e ottenuta da Afp.
Non si lascia attendere anche la smentita da parte di Marine Le Pen che su twitter scrive: «Contrariamente alle Fake News del Canard Enchaîné, nessuna delle fatture contestate dal Parlamento europeo mi riguarda. Né me né Salvini del resto». Nicolas Bay, il capo-delegazione del Front National ha aggiunto all’Agi: «La Fake news del Canard Enchainé è totalmente inesatta. Né Matteo Salvini né Marine Le Pen erano presenti a quella cena». L’ufficio del Parlamento europeo avrebbe giudicato come non conformi spese per un totale di oltre 427 mila euro, sostenute dal Front National che a Strasburgo fa parte del gruppo «Europa delle nazioni e delle libertà» assieme agli eurodeputati del Front National, della Lega, del FPÖ austriaco e di altre formazioni sovraniste e contrarie all’integrazione europea. Intanto l’ufficio di Strasburgo avrebbe concesso tempo al gruppo ENL . Non si dovrà andare oltre la metà del mese di Giugno per fornire delle spiegazioni che siano convincenti altrimenti si dovrà presentare il rimborso totale o parziale della somma. Ad essere annoverate tra le spese contestate ci sarebbero regali natalizi (un centinaio) del valore in media di 100 euro cadauno, aggiungiamoci anche : 230 bottiglie di champagne tra le quali sei costate 81 euro, e per chiudere in “bellezza” un cenone di Natale per 140 persone per un conto totale di oltre 13 mila 500 euro. Secondo il «Canard Enchâiné» Marine Le Pen poi avrebbe pagato con i soldi dell’Unione europea una cena a cui avrebbero partecipato «industriali». Anche questa cena si sarebbe svolta al celebre e lussuoso ristorante L’Ambroisie, in place des Vosges. In questo caso il costo della cena a persona si attesta a 449 euro. La Lega sottolinea che tale contestazione viene rivolta al Front National, non ai suoi alleati nel gruppo «Europa delle nazioni e delle libertà». A chiedere spiegazioni e a eventualmente esigere il rimborso sarebbe l’Ufficio del Parlamento europeo a Strasburgo composto dal presidente, l’italiano Antonio Tajani, e dai suoi 14 vice-presidenti. Il Parlamento provvede ogni anno ad esaminare i conti degli eurodeputati, che sono chiamati a giustificare l’uso che viene fatto dei fondi europei. Un anno fa Marine Le Pen ha già vissuto un precedente venendo messa sotto inchiesta per avere usato i fondi del Parlamento europeo non per attività connesse al suo ruolo di eurodeputata, ma per pagare dipendenti del Front National a Parigi. Cene a spese dei contribuenti europei, non proprio il massimo per chi critica l’Europa sfruttandone però i privilegi per ragioni di diplomazia. Insomma, pare essercene sempre una e mentre il caso sembra smontarsi, la Lega smentisce e nega ogni coinvolgimento nella vicenda, riportando un documento ufficiale; la leader del Front National parla di “fake news”, i cittadini però non possono evitare di interrogarsi ma anche di iniziare ad avere seri dubbi su situazioni che andrebbero evitate proprio da chi tanto pare essere ligio “all’ordine ed alla disciplina”. Il Carroccio rilancia attraverso un documento pubblicato martedì 29 maggio in cui si evince che nessun eletto della Lega, nè alcun componente dello staff, sono coinvolti e citati nelle contestazioni relative ai budget del Parlamento Europeo. Nel caso in cui si dovesse optare per il rimborso, il recupero dei fondi non avverrebbe tramite versamenti, bensì tramite una deduzione dal prossimo budget annuale destinato al gruppo, spiegava a marzo una fonte parlamentare

«Spese d’oro in Europarlamento? Smentisco tutto»
«Non ce l’ho con i giornalisti, ce l’ho con alcune bufale incredibili che leggo sui siti di oggi, non sono mai stato a cena a Parigi con la Le Pen nemmeno spendendo €20, sono sempre stato paziente Ma stavolta querelo chi l’ha scritto». Queste le dichiarazioni rilasciate oggi da Matteo Salvini.