RILEGGERE I VERBALI DELL’ASSEMBLEA COSTITUENTE PER CAPIRE DA DOVE VENIAMO

DI CLAUDIA BALDINI

Se andate a leggere i verbali (qualcuno eh!) dell’Assemblea Costituente, sarete, credo, avvolti come me e Roberto (il mio personal trainer costituzionale di articolo 53) da commozione. Erano i primi discorsi in libertà e affrontavano maniacalmente la stesura persino delle virgole. Ne riporterò degli stralci, soprattutto a vantaggio dei tanti giovani dei miei contatti, siamo vicino al 2 giugno e capire come si arrivò a sentirsi coinvolti in questa Opera Omnia è importante. E, badate, lì dobbiamo tornare con l’anima e lo spirito di intenti, al rispetto della diversità, all’attenzione alle parole, all’educazione da trasmettere ai figli. Abbiamo dimenticato da dove veniamo per cedere al consumismo, al berlusconismo, ai personaggi anzichè custodire ideali e praticarli. Era logico che avremmo perso anche l’anima.E’ quella che ora è difficile ritrovare. E non si costruisce nulla senza quella volontà e sincerità.
Grazie a Roberto

ARTICOLO 92
Il 9 gennaio 1947 la prima Sezione della seconda sottocommissione della Commissione per la Costituzione prosegue la discussione sul potere esecutivo.]
Il Presidente Terracini propone che si discuta la formula proposta dall’onorevole Fuschini, alla quale ha aderito anche l’onorevole Mortati, in quanto ritiene che in gran parte rispecchi le opinioni manifestate nel corso delle ultime sedute. Ne ricorda quindi il tenore:

«L’Assemblea Nazionale è convocata ogni volta che si debba procedere alla formazione del Governo.
«La persona designata dal Capo dello Stato per la carica di Primo Ministro espone innanzi all’Assemblea le direttive politiche dell’azione governativa e i principali mezzi proposti per la loro attuazione.
«Nel caso che tale programma sia approvato con il voto nominativo della maggioranza dei componenti l’Assemblea, il Capo dello Stato investe nella carica il designato e su proposta di questi procede alla nomina dei Ministri».

Segue il dibattito che riassumo
C’è chi come Emilio Lussu (PSI) ritiene che il Primo ministro non debba essere inteso come il primus inter pares, ma come una figura preminente in quanto responsabile della direzione e dell’attuazione della politica del Governo
C’è invece chi crede come Terracini, che la figura del Primo Ministro possa balzare in primo piano unicamente per le doti personali di un uomo e per ciò che rappresenta in seno al gruppo politico al quale appartiene, ma non sia opportuno rendere costituzionalmente il Primo Ministro simile ad un Cancelliere. È infatti una caratteristica propria del cancellierato quella di un Capo del Governo che risponde personalmente al Capo dello Stato, mentre i Ministri rispondono a lui.
Il dibattito occupa tutta la giornata ed è intenso.
Alla fine si decide:
«Il Governo, costituito a norma dell’articolo 19, deve presentarsi all’Assemblea Nazionale di fronte alla quale è responsabile, per ottenerne la fiducia».

Il Presidente Terracini riassumendo la discussione, constata che ci sono due questioni da risolvere: 1°) se il Capo dello Stato sia tenuto a far precedere la sua scelta dalle consultazioni d’uso (ciò che è previsto anche nell’ultima formula dell’onorevole Mortati); 2°) se tra la nomina del Primo Ministro e dei Ministri debba esservi una successione di tempo, per cui si abbia anzitutto l’investitura del Primo Ministro con la sua presentazione alla Assemblea per ottenere personalmente il voto di fiducia, e successivamente la nomina dei Ministri.
Pone quindi in votazione la formula dell’onorevole Nobile così concepita:
«Il Primo Ministro e i Ministri sono nominati dal Presidente della Repubblica, dopo essersi consultato con i Presidenti delle due Camere e con i capi dei vari gruppi politici che fanno parte di queste».

(Non è approvata).
Pone in votazione il primo comma dell’articolo proposto dall’onorevole Mortati, quale risulta in seguito a piccole modifiche di forma che egli suggerisce:
«Il Presidente della Repubblica, effettuate le normali consultazioni, nomina il Primo Ministro. Su proposta di questo, procede alla nomina dei Ministri».
(È approvato).

[La discussione prosegue sul tema del voto di fiducia, pertanto il relativo resoconto viene riportato a commento dell’articolo 94.]

Il Presidente Terracini. […] Comunica che l’argomento della formazione del Governo può ritenersi concluso con l’approvazione del seguente articolo:

«Il Presidente della Repubblica, effettuate le normali consultazioni, nomina il Primo Ministro. Su proposta di questo, procede alla nomina dei Ministri.
Il Governo, costituito a norma del comma precedente, deve presentarsi entro otto giorni all’Assemblea Nazionale per ottenere la fiducia. La pronuncia dell’Assemblea deve avvenire su una mozione motivata, con voto nominativo della maggioranza assoluta dei suoi componenti».

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