LA QUESTIONE DEMOCRATICA E QUESTIONE SOCIALE

DI ENRICO ROSSI

Dunque nascerà il governo M5stelle e Lega.
Si preannuncia come un governo di estrema destra che farà assomigliare il nostro Paese all’Ungheria di Orban, che sarà sotto l’influenza di Putin e della estrema destra Usa e che esprimerà pulsioni regressive fascistiche e razzistiche.
Noi li sfidiamo intanto ad evitare l’aumento dell’IVA che colpisce i ceti più deboli.
Inoltre lo sfidiamo sulle pensioni a fare subito quota 100, a introdurre opzione donna, a istituire il reddito minimo, a finanziare sanità e scuola, a reintrodurre l’art 18, a fare investimenti per il territorio.
Ma li combatteremo senza tregua su uscita dall’euro, flat tax, immigrazione, antifascismo, difesa della democrazia e della Costituzione.

La questione democratica e la questione sociale.
La Repubblica, oltre che disciplina e onore, richiede anche grandezza d’animo nel saper riconoscere e far prevalere l’interesse generale e il rispetto della Costituzione.
Alla pochezza e alla cialtroneria di Di Maio, all’arroganza e alla spregiudicatezza di Salvini, che tengono in ostaggio il Paese, si contrappone lo spirito di servizio di Mattarella, che nonostante l’aggressione eversiva subita, riceve Di Maio e con pazienza concede altro tempo.
Tutto però deve avere un limite.
Vaghi ricordi: “quo usque tandem abutere patientia nostra?”
Tradotto: “fino a quando abuserete della nostra pazienza?”
Soprattutto, che cosa aspettano i sinceri democratici a reagire e, pur nelle differenze, combattere uniti la destra e il populismo eversivi?
Ma, attenzione, non bastano generici proclami.
La lotta non sarà efficace se non ci sarà anche un programma sociale che tenga conto dei bisogni di sicurezza, di protezione e di un lavoro dignitoso per larghi ceti popolari, in una parola, del bisogno di giustizia del popolo italiano