LA STRADA DI TRIA: C’È L’AUMENTO DELL’IVA PER LA FUGA DALLE TASSE

DI LUCA SOLDI

NON comincia molto bene Giovanni Tria nel suo ruolo da ministro dell’Economia. Anche perché già prima di cominciare evidenzia le strade da seguire.
Preoccupava Savona ma anche con Tria non si scherza malgrado non abbia fatto dichiarazioni dopo l’annuncio ed il giuramento:
“Non ha ragione chi invoca l’uscita dall’euro senza se e senza ma come panacea di tutti i mali”, ma non ha ragione neppure chi sostiene che l’euro è irreversibile. Bisogna cercare soluzioni condivise e cambiare insieme perché uscire dall’euro da soli “significa pagare solo costi senza benefici”. Si dice e dice lui stesso, come per esempio in questo articolo del Sole di mesi addietro.
Si presenta più conciliante rispetto a uno dei nodi che maggiormente sono stati fonte di preoccupazione dell’opinione pubblica e del Capo dello Stato, ovvero il rapporto tra l’Italia e euro, fra la nostra Repubblica e l’Europa.
Ma il professore di Tor Vergata pare invece, abbia convinzioni più forti su come applicare il contratto giallo verde.
In sostanza la soluzione è quella di applicare aliquote Iva più alte per realizzare gradualmente la FLAT TAX.
Si, insomma si aumentano le tasse per cominciare a ragionare di una tassa piatta che per i primi anni non sarà affatto uno scaglione unico.

Romano, classe 1948, Tria, forte di un esordio con laurea in giurisprudenza alla Sapienza nel 1971 a cui hanno fatto seguito più di 35 anni di esperienza accademica e professionale nel mondo dell’economia, un curriculum di tutto rispetto il suo che avrà da scontrarsi con le fontasie della coalizione Lega-M5S.
Un corposo CV che lo vede tra l’altro presidente della scuola nazionale dell’ amministrazione, membro della Società economia italiana, membro dell’American Economic Association, professore di Politica Economica a Tor Vergata, delegato del governo italiano nel Board of directors dell’Ilo (International Labour Office)
Uno di queste la Flat tax, obiettivo perseguibile passando per l’aumento dell’Iva.
Figuriamoci poi sul tema del reddito di cittadinanza.
Proprio a proposito dell’introduzione della flat tax, Tria ricorda in un articolo su Formiche.net che la scommessa, secondo i sostenitori della riforma, è che essa porti ad effetti benefici sulla crescita e quindi generi quel gettito fiscale aggiuntivo che dovrebbe compensare almeno in parte anche il costo iniziale della riduzione delle aliquote. “Tuttavia sarebbe preferibile – dice sperando – contare meno sulle scommesse e far partire la riforma con un livello di aliquota o di aliquote, che consenta in via transitoria di minimizzare la perdita di gettito, per poi ridurle una volta assicurati gli effetti sulla crescita. Inoltre – incalza – non si vede perche non si debba far scattare le clausole di salvaguardia di aumento dell’Iva per finanziare parte consistente dell’operazione”.