SPAGNA: E’ SFIDUCIA COSTRUTTIVA A RAJOY. GOVERNO SOCIALISTA, MA NIENTE ELEZIONI. COME MAI?

DI ALBERTO TAROZZI

E’ fatta. Il premier spagnolo, Mariano Rajoy , sfiduciato dal parlamento.
Stando alle abitudini nostrane ci potremmo aspettare nuove elezioni ravvicinate, in Spagna ci sono abituati. Invece, questa volta, niente di tutto ciò. Anzi è proprio grazie alla sfiducia che vengono evitate le elezioni che alla maggioranza dei parlamentari, un vero partitone trasversale, pare proprio che non facciano comodo.

Il fatto è che da quelle parti vige, sia pure con qualche eccezione, la regola della fiducia “costruttiva”, come dire che, se le opposizioni vogliono sfiduciare la precedente maggioranza e il relativo leader, devono dimostrare di essere in possesso di una maggioranza alternativa. Così nei fatti è.

Scaricato Rajoy, leader di un partito di centro destra che vanta un numero esuberante di condannati per un cumulo di oltre 300 anni di detenzione, si dichiara pronta a subentrare una nuova, sia pure risicata, maggioranza a leadership socialista.
Futuro premier Pedro Sanchez segretario del Partito socialista (Psoe) che imbarcherà i protagonisti della sfiducia: i movimentisti di sinistra di Unidos Podemos, cui ha promesso misure di protezione per le classi più deboli e a tutela delle donne, ma anche i nazionalisti catalani e baschi, cui ha garantito un’apertura al dialogo, sia pure cauta, sui temi dell’indipendentismo. Attenzioni dovute, non solamente ai catalani, protagonisti della nota storia infinita che aveva visto i socialisti (ma non Sanchez), ben più vicini a Rajoy che a loro. Ma dovuta soprattutto ai baschi, che convertendosi su posizioni critiche al premier, da governativi che erano, sono risultati decisivi col loro voto di sfiducia, ai fini del ribaltone.

Rajoy, che mai ha perso l’attitudine ad esibire ruvidezza di toni, non ha mancato di contribuire all’inasprimento della situazione: a chi gli ricordava che, pur non essendo tra gli accusati, i giudici avevano considerato la sua deposizione pro-accusati alla stregua dell’aria fritta, ha replicato andando a rovistare tutte le disgrazie di natura penale dei socialisti, per la serie “da che pulpito viene la predica” o, più letteralmente “mica siete Madre Teresa di Calcutta”.

Difesa inefficace. Siluro lanciato, Rajoy colpito e affondato, però niente elezioni: In Spagna si può dare la sfiducia costruttiva, ovviamente se lo si vuol fare. Perchè allora lo si è voluto fare? Perché a conti fatti, le elezioni non converrebbero a quasi nessuno. Dietro quel quasi c’è Ciudadanos, il movimento liberista di centro, attualmente alleato di Rajoy, che stando ai sondaggi passerebbe dal quarto al primo posto nelle preferenze degli ispanici.

Per andare alle elezioni , in effetti, Rajoy si sarebbe dovuto dimettere. Ma sulle nuove elezioni pendono incognite a non finire: tenuta o meno dei Popolari? Conseguimento di una maggioranza analoga a quella di oggi, per lo schieramento che ha votato la sfiducia? Alle sinistre e ai nazionalisti l’uovo del governicchio oggi non dispiace. E neppure Rajoy se la sente di affrontare un verdetto delle urne che rischierebbe di vederlo risucchiato dai suoi amici competitor movimentisti, anche in caso di vittoria del centro destra.

Ragione per cui via libera al nuovo governo. Dove arriverà? Questo non si sa.