IL 2 GIUGNO

DI FABIO BENETTI

Nel 1945, dopo gli immensi disastri provocati dagli invasori nazisti, dai fascisti, e dai bombardamenti degli inglesi e degli statunitensi che tante vittime italiane provocarono fra gli inermi civili, che non solo non volevano la guerra ma non volevano neppure i fascisti, dicendo altresì che gli angloamericani aiutarono i partigiani italiani, visti con terrore come banditi dal popolo italiano, a liberare la pianura padana, ci fu la dolorosissima e faticosissima ricostruzione dalle macerie nel territorio italiano. L’Italia dovette cedere l’Istria, in quanto ufficialmente aveva collaborato a provocare quell’indescrivibile disastro che fu la Seconda Guerra Mondiale a fianco di Adolf Hitler. Fra i gruppi di ricostruzione italiani c’erano cattolici (vedi democrazia cristiana) e progressisti (vedi socialisti, comunisti e partito d’azione). Decisero che doveva essere il popolo a determinare se l’Italia dovesse essere ancora guidata da un monarca, il quale titolo era solo ereditario in quanto appartenente alla dinastia sabaudia, oppure da un governo eletto democraticamente dal popolo, con tanto di presidente della Repubblica, presidente del Consiglio, presidente del Senato, presidente della Camera dei Deputati. Ci fu quindi nel 1946, il 2 di giugno, il primo referendum popolare della storia dell’attuale Repubblica Italiana, che, si badi bene, a differenza di quella francese, non va assolutamente suddivisa in prima repubblica, seconda repubblica, eccetera eccetera, in quanto riforme costituzionali di rilievo dal 1948 ad oggi non ce ne sono state. Vi parteciparono uomini e donne della maggiore età, che allora non era di 18 anni ma di 21. Per ragioni che ora mi risulta difficile approfondire, i cattolici votarono in larghissima misura per la monarchia, ma per fortuna quel referendum stabilì, seppure veramente per uno scarto ridottissimo di voti, che ci dovesse essere finalmente una forma repubblicana di governo nel disastroso Stato italiano. E da quel giorno noi festeggiamo il 2 giugno come Festa della Repubblica Italiana.