FESTA DELLA REPUBBLICA. GOVERNO CON CONTORNO DI GRANDE BLUFF

DI FABIO BALDASSARRI

Sapete tutti cos’é un bluff, no? Se lo sapete saltate pure questo paragrafo, altrimenti leggete come viene definito nel vocabolario on line della Treccani: “bluff ‹blḁf› s. ingl. (propr. «soffio di vento»; pl. bluffs ‹blḁfs›), usato in ital. al masch. – 1. Il fingere di avere carte buone in mano nei giochi di carte e spec. nel poker, comportandosi in modo da far credere agli avversarî di avere un gioco più alto e indurli così a ritirarsi. 2. estens. Vanteria infondata, montatura, finzione, soprattutto al fine di far credere a concorrenti o avversarî di avere possibilità che in realtà non si hanno: la sua ricchezza, la sua potenza è solo un b.; è stato tutto un bluff.”

Calza a pennello. Era un bluff quello di Mattarella quando esprimeva la sua contrarietà alla nomina di Savona a ministro dell’economia? Era un bluff quello di Conte quando ne traeva la conclusione che non poteva far altro che sciogliere negativamente la riserva espressa riguardo all’incarico conferitogli per formare un governo gialloverde? Era un bluff quello di Di Maio e della Meloni quando annunciavano l’avvio dell’azione di impeachment nei confronti di Mattarella ovvero lo accusavano di alto tradimento (unico caso in cui il Capo dello Stato è perseguibile nell’esercizio delle sue funzioni ai sensi dell’art. 72 della Costituzione)? Era un bluff quello di Salvini che gridava stentoreo: «Al voto, al voto!»?

Infine alcune domande non più rivolte al passato prossimo ma al presente. È un bluff il ritorno a Canossa dei gialloverdi (Conte compreso) che vanno dal presunto “impicciato” per ricominciare tutto da capo? È un bluff il suo consenso visto che il nuovo inizio stava appeso al passaggio di Savona dal ministero dell’economia a quello dei rapporti con la UE ove questi rapporti sono inevitabilmente al centro dell’affair euro su cui si era fondato il niet di Mattarella? La risposta è sì, considerato che il governo gialloverde si è difatti costituito. Si è trattato, cioè, di un grande bluff che poteva benissimo essere scoperto se solo si andava a vedere… ma nessuno, evidentemente, ha avuto il coraggio (stavo per dire l’onestà intellettuale) di scoprire le carte.

Il risultato è ovvio: non andando a vedere non si potrà mai sapere chi aveva le carte migliori. Si può persino pensare che fosse un tavolo con le carte truccate se si leggono i nomi dei giocatori riuniti, con accurata selezione di vecchio e di nuovo, nei giardini del Quirinale per trincare alla salute della Repubblica. Anche nel Far West trincavano ma, per la verità, in casi del genere non di rado i conti finivano per essere regolati a colpi di revolverate. Per fortuna l’Italia non è il Far West, ma (sorge il dubbio) mica sarà il Paese di Pulcinella? Pare che in Europa, in Italia e nel Mondo, in tanti si pongano la domanda mentre noi, impettiti, guardiamo le Frecce Tricolori che spargono i colori dell’italica bandiera nel cielo del Vittoriale dicendoci l’un l’altro: «Ma saranno o no cazzi nostri?».

Chissà perché, ma c’è chi può anche ritenere che nel mondo interdipendente e globalizzato cui hanno aderito senza troppi patemi d’animo quelli che oggi governano (ma alle elezioni del 4 marzo sembravano i più riottosi) non sia proprio così. E c’è chi ritiene abbia una logica domandarsi se c’erano carte truccate che sono rimaste coperte. Credo, però, che ne sapremo ben presto qualcosa… e potrebbero essere dolori.