LE LOGICHE ILLOGICHE

DI ANNA LISA MINUTILLO

Arrivi al mondo e trovi che qualcuno ha deciso cosa sia meglio per te, trovi regole prestabilite, comportamenti da adottare, destabilizzanti giudizi su chi è differente da te, preconcetti e falsi perbenismi e così, quasi senza accorgertene, ti adegui in qualche modo, o nel modo che ti appare più consono ed inizi a vivere.
Chi ha ideato queste regole, forse le ha dapprima sperimentate, oppure si è solo divertito ad erigersi giudice delle condotte altrui, una sorta di “fate ciò che dico, ma non fate ciò che faccio”, scordandosi oppure non volendo vedere che ognuno ha la sua indole caratteriale, che ognuno ha la sua sensibilità, ed ognuno nasce e vive in un contesto storico, sociale, culturale completamente differente da quel passato che poi a guardarlo bene in faccia , così tanto passato poi non è.
Anni di ribellioni e di differenti atti di coraggio, anni di contestazioni, di discorsi tra amici, di dibattiti con le cittadinanze.
Anni di scontri intanto che arrivavano i primi riscontri, muri di finta benevolenza da abbattere, anni di letture e di viaggi nel mondo, anni di tentativi di “redenzione” andati a vuoto.
Per qualcuno chi si accalorava tanto non andava bene, per altri veniva considerato un soggetto da evitare “accuratamente”, altri ancora invidiavano il coraggio che a loro mancava, e poi c’erano quelli che andavano avanti ad adeguarsi, era sicuramente più comodo, consentiva il non esporsi e molte volte anche di infrangere quelle regole che a ben guardare, risultavano pesanti da digerire anche a loro..
Ecco che c’era chi aveva amanti di cui non parlava mai, chi andava a prostitute (tanto le donne sono nate per tacere e subire), chi saltava sul carro del vincitore perché assecondare voleva dire fare carriera e lavorare, chi cercava il modo di evadere le tasse ( tanto chi vuoi che mi scoprirà mai), chi si riteneva superiore e vedeva nel Sud Italia solo il luogo in cui andare a trascorrere le vacanze , ma poi ne infamava le persone.
C’era anche chi : non si deve bere ne fumare, non ci si deve drogare, non si  deve correre in auto ( e poi ti forniva tutte queste cose facendosi pagare profumatamente, rimbambendoti con la pubblicità).
Non possiamo dimenticare gli “immigrati di merda,” i “gay schifosi “ (che prima chiamavano confidenzialmente “froci”, definirli differentemente ecco il progresso, il grande “capolavoro fatto” ), poi ci sono quelli che hanno divorziato e guai a farli accostare alla “santa comunione”, quelli vanno evitati, sono venuti meno alla regola del cuore.
Eserciti di personaggi che puntano indici come se piovesse, in casi che non valutano come dovrebbero, ma in fondo perché dovrebbero? loro, si loro, stanno tanto bene così.
Avanti tutta anche per il ricoprire alcuni ruoli di rilievo: “ ma no, una donna in quella posizione lavorativa, proprio no, cosa vuoi che ne capisca” ed intanto i danni maggiori li hanno fatti gli “uomini” in tantissimi settori.
Era un mondo perfetto, fatto di campi fioriti, di aria pulita, di borghi e piccoli paesini dove tutti si aiutavano tra loro, dove il tenore di vita era simile per tutti, dove contava ancora chi eri e non ciò che avevi.
Ma bisognava progredire ed allora: giù chilometri di asfalto,  avanti con scarichi ed immissioni nell’aria e nel terreno, su con l’accumulare soldi e potere, dimenticandosi da dove si proveniva e  chi si era stati fino al giorno prima.
Anni di lotte, anni di comprensione sprecati forse?, non più visibili perché solo un po’ “annebbiati” da questa situazione? Anni che sono e devono restare ben impressi in chi non può dimenticare  che di logico in queste illogiche manifestazioni di tanti ego smisurati non risiede la verità, che non appartiene a chi prende scorciatoie, a chi non suda e non si informa, a chi ha solo la fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.
Anni che non avrebbero nulla di logico se si arrendessero al “nuovo” che è proprio illogico. Anni in cui chi è abituato a parlare, non resterà zitto a subire, perché chi si crede “padrone del mondo e delle vite altrui” avrebbe dovuto capire dalla storia che insegna, e non da chi fa finta di non conoscerla, di averlo scordato, che la libertà non ha prezzo, non si baratta per una colorata involuzione.
Abbiamo imparato a non avere paura, a non accettare ciò che non è stato richiesto da noi, abbiamo imparato che stare uniti conta e molto anche, abbiamo deciso tanti anni fa che accettare quelle regole avrebbe voluto dire piegarsi ed arrendersi, abbiamo deciso che andare contro a chi non ti viene incontro, non è un peccato ma equivale a metterti le ali ed a non farci ingabbiare.
Abbiamo imparato che il mondo che vogliamo possiamo sceglierlo sempre e comunque perché siamo nati liberi e tutti ed è per questo che dobbiamo volare!